In foto, Gianluca Tapparini, Direttore generale Alea Ambiente, con Silvia Totaro, Sustainability & SHE Manager di Nespresso Italiana, e Gianluca Benini, Direttore di Banco Alimentare Emilia Romagna

Il progetto “Da chicco a chicco” introduce nuove postazioni dedicate nel bacino forlivese, per favorire smaltimento corretto e comportamenti virtuosi

Da un chicco di caffè è possibile arrivare, grazie al recupero delle materie prime che compongono le capsule, a un chicco di riso per chi ne ha più bisogno: questo è il messaggio alla base del progetto “Da chicco a chicco”, che vede oggi la collaborazione di Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia-Romagna e la partecipazione di Alea Ambiente.

In questi giorni infatti è stato siglato un accordo che introduce anche nel territorio forlivese servito dalla società in house providing i contenitori dedicati all’iniziativa: 13 tra tutti gli EcoCentri di Forlì, Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlimpopoli, Galeata, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano e Tredozio, a cui si aggiungono l’EcoCentro Mobile e l’EcoCentro Mobile “Small”. In tutti questi punti di raccolta, i clienti Nespresso potranno riportare dopo l’uso le capsule di caffè in alluminio esauste, e trasformarle in una nuova risorsa per il territorio.

 “Da Chicco a Chicco” infatti è il progetto di economia circolare con cui Nespresso dona una seconda vita alle capsule esauste attraverso il riciclo dell’alluminio e del caffè. Il progetto permette ai clienti, parte attiva e fondamentale, di riconsegnare le loro capsule esauste nell’apposita area recycling presente all’interno delle Boutique Nespresso e in isole ecologiche partner dell’iniziativa in tutta Italia.

È proprio a partire dalla riconsegna delle capsule usate che prende vita l’intero processo proprietario di Nespresso per trasformare il caffè al loro interno in riso da donare a chi ne ha più bisogno, grazie al supporto del Banco Alimentare. Una volta raccolte dalle aziende di gestione del servizio di raccolta differenziata, le capsule esauste vengono lavorate e recuperate: l’alluminio viene destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti, mentre il caffè esausto viene lavorato presso un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost e quindi ceduto a una risaia in provincia di Novara. Il riso prodotto grazie a questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e infine donato al Banco Alimentare.

Un impegno che Nespresso porta avanti dal 2011, anno di attivazione del progetto, e che ha già portato nella sola Emilia-Romagna al riciclo di oltre 930 tonnellate di capsule esauste, che hanno permesso a loro volta di ottenere più di 55 tonnellate di alluminio pronto per essere fuso e trasformato in nuovi oggetti come penne, coltellini, segnalibri, biciclette, e quasi 500 tonnellate di caffè esausto. La raccolta, in crescita costante nel corso degli ultimi anni, ha visto un incremento del 37% nel primo trimestre 2024.

“Da sempre – spiega Gianluca Tapparini, Direttore generale di Alea Ambiente – la nostra società punta sull’economia circolare come modello di riferimento. Per questo non potevamo non aderire a un progetto come questo, che aggiunge al riciclo e al recupero dei rifiuti, anche un elemento di solidarietà che lo rende ancora più interessante. Poter proporre ai cittadini un canale di conferimento di questo tipo per un rifiuto estremamente diffuso a livello domestico come le capsule di caffè, rappresenta secondo noi un importante valore aggiunto in termini di servizio”.

“Siamo davvero felici di poter accogliere il Banco Alimentare dell’Emilia-Romagna nel nostro progetto Da Chicco a Chicco – spiega Silvia Totaro, Sustainability & SHE Manager di Nespresso Italiana – nonché di annunciare un nuovo incremento di punti di raccolta in regione. Il nostro obiettivo di continuare a stimolare il corretto smaltimento delle capsule di caffè in alluminio ci porta a continuare a investire sul territorio per rendere sempre più facili e possibili comportamenti virtuosi in questo senso. La forte partecipazione anche delle aziende di gestione della raccolta sul territorio e l’impegno della regione sui temi ambientali e di impatto sociale è un messaggio importante che ci ha portato a questo nuovo pezzo di percorso anche in Emilia-Romagna, e che vedrà la prima consegna di riso il prossimo Dicembre”.

Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili anche sul sito internet www.alea-ambiente.it.