Escursione dell’Ordine dei Geologi sui luoghi colpiti dall’alluvione

“Il 10 Maggio, ad un anno dalle alluvioni che colpirono la Romagna, escursione dell’Ordine dei Geologi sui luoghi colpiti.  Il 10 maggio un’ escursione nella Provincia di Forlì-Cesena che presenta il valore più alto di aree in frana con 44,64 kmq colpiti. Decine di Geologi, insieme ai maggiori esperti nazionali del settore esploreranno una porzione di territorio coinvolto da importanti frane, analizzando, studiando e confrontandosi su una situazione che mai prima di oggi si era verificata. L’importanza di questi confronti è fondamentale al fine di elaborare strategie che sappiano affrontare la futura gestione del territorio alla luce dei conclamati cambiamenti climatici. Partiremo alle ore 9 da Civitella di Romagna e visiteremo la Valle del Bidente con sopralluoghi ad alcune frane per vedere i dissesti idrogeologici che hanno interessato la zona a seguito dell’alluvione del Maggio del 2023”. Lo ha affermato Paride Antolini, Presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia – Romagna.

Sul posto ci saranno esperti come Alessandro Corsini  dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Matteo Berti dell’Università di Bologna ed esperti dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

Nel maggio 2023 eventi con 80 esondazioni, 80.000 frane, 36.000 sfollati.

“E’ già passato un anno! Un anno difficile, un anno molto intenso e impegnativo per noi geologi chiamati ad operare in un territorio devastato, nel maggio del 2023, da eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità su un territorio ben più vasto della Romagna, esteso dalla provincia di Reggio-Emilia alla provincia di Rimini, interessando 7 provincie e l’83% della popolazione regionale, con 14 vittime. Ricordiamo, qualora fosse bisogno, che questi eventi eccezionali del 1-3 maggio e 16-17 maggio, hanno provocato alluvioni estese su oltre 800 Kmq – ha continuato Antolini –  con circa 80 esondazioni, isolato città, provocato oltre 79.000 frane, messo in ginocchio imprese ed aziende agricole e oltre 36.000 persone hanno dovuto lasciare la propria casa. Ad un anno di distanza l’incredibile attività e vivacità romagnola si sta adoperando per cercare di uscire da una situazione ancora critica e difficile”.