In collegamento sarà presente il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa

Giovedì 22 ottobre si potrà partecipare al “Half earth day” in diretta streaming sul canale You tube del Parco e dell’Università della Tuscia. L’obiettivo di “Half-earth”, Ispirato dal famoso biologo e naturalista Edgar O. Wilson, è garantire la salute del nostro pianeta per le generazioni future. E, in quest’ottica, la campagna sostiene la necessità di conservare metà della terra e del mare per salvaguardare la maggior parte della biodiversità.

L’apertura è prevista alle 15,30 con i saluti di benvenuto di Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, Luca Santini e Alessandro Bottacci – presidente e direttore del Parco – e Fabio Clauser, fondatore della riserva naturale integrale di Sasso Fratino.

Alle 16,30 inizierà la tavola ratonda “Più spazio e più tempo per le foreste” con interventi di Alessandro Chiarucci dell’università di Bologna (“Perché metà della terra? considerazioni numeriche sulla necessità di proteggere una parte del Pianeta”); Gianluca Piovesan (“Pianificare Half earth in Italia, principi, criteri e indicatori) e Bartolomeo Schirone (“E’ possibile lasciare il 50% delle foreste italiane alla libera evoluzione Come e dove”), dell’università della Tuscia; Franco Andreone, del  Museo di scienze naturali di Torino (“Anfibi in pericolo: metà del pianeta può salvarli?”) e di Carlo Rondinini, dell’università “La Sapienza” di Roma (“Un futuro sostenibile per preservare metà della terra”). Chiude Meri Rigo, artista (“Monumenti naturali in arte. Dendrocentrismo: una possibile visione?).

L’accelerazione data negli ultimi anni alle attività umane ha determinato un pericoloso incremento dell’impronta ecologica delle attività dell’uomo sul pianeta, con una riduzione degli spazi a disposizione degli ecosistemi e del tempo disponibile per lo svolgimento dei processi naturali. Gli ecosistemi forestali sono stati tra quelli più colpiti in ogni parte della terra, con uno squilibrio tra emissione e assorbimento di anidride carbonica e la riduzione della biocomplessità, legata anche all’ estinzione di specie e habitat.
Nella convinzione che non si possa rispondere al degrado del pianeta con interventi limitati nello spazio e nel tempo, Wilson, nel suo libro “Half earth”, ha lanciato una proposta che, a prima vista, può sembrare utopistica: sancire un patto tra uomo e natura, lasciando metà della terra alla tutela dei processi di quest’ultima e l’altra metà alle attività antropiche.
Wilson supporta questa proposta con ampi riferimenti scientifici ed evidenziando che l’alternativa è la sempre più rapida alterazione delle condizioni del pianeta, portando alla minaccia di scomparsa dell’uomo.
“Half earth” è una misura necessaria e, soprattutto, praticabile per tutelare la vita del pianeta? Se ne parlerà con personalità del mondo della ricerca scientifica e della gestione delle risorse. La discussione servirà a sviluppare un ragionamento critico su tale paradigma, per ripensare l’uso del territorio come elemento di un patto intergenerazionale: necessario per lo sviluppo sostenibile, per la conservazione della biodiversità, per mitigare i cambiamenti climatici e fornire preziosi benefici ecologici.