I genitori per la libertà di scelta vaccinale scendono in campo ancora una volta, con unflash mob che si terrà   Sabato 2 marzo con ritrovo per le ore 16 in piazza Saffi. Dopo che, il 30 gennaio scorso, a Chieti, la Ministra alla Salute Giulia Grillo, rispondendo ad una mamma preoccupata per la sicurezza dei trattamenti sanitari a cui i bambini vengono obbligatoriamente sottoposti, ha affermato con sicurezza di non conoscere persone decedute a causa del vaccino, in molte città italiane i genitori che combattono per la libertà di scelta hanno voluto reagire manifestando la propria indignazione contro quella che di fatto è una vera e propria fakenews. Giulia Grillo, come ministro, come medico, come membro della commissione parlamentare che ha indagato gli effetti dell’uranio impoverito e dei vaccini sui militari, non può non sapere che le persone gravemente danneggiate o addirittura morte a causa dei vaccini purtroppo esistono e sono riconosciute (e indennizzate) dallo Stato. 

La prima a reagire a questa sfortunata frase, forse dettata dalla fretta durante un’uscita pubblica ma non per questo perdonabile, è stata Nadia Gatti, presidente di Condav (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino), la quale ha ricordato alla Ministra che “ i danneggiati e, in particolare, i deceduti a causa delle vaccinazioni esistono e, pur costituendo una realtà limitata nel panorama vaccinale, rappresentano una dolorosa ma reale e concreta parte umana della nostra società, la cui esistenza non può e non deve essere smentita o relegata nell’oblio”. Ha poi snocciolato le iniziali delle persone in ricordo delle quali ogni anno si celebra una giornata commemorativa, “un elenco di bambini, ragazzi e adulti che, dopo lunghe sofferenze, hanno lasciato i loro cari” proprio perché danneggiati dalla somministrazione di vaccini. Fra di loro – lo diciamo perché siamo certi che pochi lo sappiano – ci sono anche due bambini di 11 anni emiliano-romagnoli. Del resto, in Italia esistono due leggi che consentono il riconoscimento e l’indennizzo dei danni provocati dalle vaccinazioni, ovviamente in seguito ad un rigoroso iter medico-legale e sulla scorta di certificazioni rilasciate da strutture sanitarie pubbliche: la Legge 210 del 1992 e la 229 del 2005. Non vi sono quindi dubbi che tale eventualità, seppur rara, possa sussistere. In seguito all’uscita della ministra Grillo, poi, in molte città italiane i gruppi di genitori che da due anni stanno lottando perché venga riconosciuta la possibilità di operare una scelta su un trattamento sanitario non privo di rischi si sono mobilitati e hanno organizzato flashmob per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema troppo spesso oscurato, anche dalle stesse istituzioni.