Bonaccini e Von der Leyen si stringono la mano. Dietro: Figliuolo e Meloni (foto da Facebook)

Il Presidente Bonaccini: “Bene i fondi, ma serve risarcire al 100% famiglie e imprese”

Nella giornata di ieri, mercoledì 17 gennaio, la premier Giorgia Meloni e la presidiente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen hanno avuto un colloquio privato in municipio a Forlì per la concessione di 1,2 miliardi di euro del Pnrr, sotto forma di fondi aggiuntivi per interventi e investimenti pubblici post-alluvione.

Sit in di dissenso

Diverse le reazioni: c’è chi ha applaudito, ma c’è anche chi, come i manifestanti che si sono organizzati per un sit in in piazza Saffi ritengono “assolutamente insufficienti, gravemente tardive ed estremamente farraginose le poche risposte giunte finora ai bisogni urgenti delle terre alluvionate, della popolazione che ci vive e ci lavora, denunciando una realtà assai lontana dai roboanti proclami iniziali”.

Tantissime le adesioni: Appello per l’Appennino Romagnolo, Associazione La Parola Cesena, Forlì Città Aperta, ANPI, ADL Cobas, Ass. Amici della Casa di Tavolicci, Ass. Barcobaleno, Associazione Luciano Lama, Auser Forlì, Avvocato di strada sezione Vanni Casadei sportello Forlì, Associazione voceDonna, CGIL, Comitato di quartiere Foro Boario San Benedetto, Comitato No Megastore, Federconsumatori, Forum delle donne, Fridays For Future Forlì, Il Progresso delle idee, Legambiente Forli-Cesena, Libera Forlì-Cesena, Parents for future Forlì, Rea – collettivo di genere, Sunia FC, UDI Forlì Aps, Un Filo Rosso e Un secco no APS.

Il commento del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini “Risarcire anche famiglie e imprese”

“La Commissione europea ha stanziato 1,2 miliardi di euro di fondi Pnrr per la ricostruzione post alluvione. È una notizia positiva.

Ringraziamo la presidente Ursula Von der Leyen che oggi è tornata in Romagna, a Forlì, insieme alla presidente Meloni e al ministro Fitto, che ha seguito il dossier, per confermare la vicinanza dell’Unione Europea a territori e comunità colpiti da quella tragedia, così come fece a maggio quando ancora le strade erano piene di fango.

Chiariamo che si tratta di fondi destinati a investimenti pubblici – come scuole, strade, impianti sportivi, il ripristino di aree compromesse e il contrasto al dissesto idrogeologico – e non ai rimborsi a famiglie e imprese. E al Governo abbiamo chiesto di fare chiarezza su alcuni punti: avendo a disposizione meno di tre anni per spendere queste risorse, serve una governance chiara e procedure speditive per far partire e concludere le opere; i progetti già predisposti per il ripristino di strade, argini, canali, ecc., nati non come progetti Pnrr, non possono ora essere cestinati e rifatti; e tutti i soggetti attuatori – Regione, Comuni, Province, Consorzi di bonifica – devono essere messi nelle condizioni di agire, potendo reclutare il personale tecnico e amministrativo necessario, che in molti comuni ad oggi manca. Temi sui quali il Governo, riconoscendo questi problemi, ha accettato di confrontarsi a un tavolo tecnico per definire soluzioni da inserire nel Decreto Pnrr.

Infine, ribadiamo il nostro appello affinché venga risarcito il 100% dei danni a famiglie, cittadini e imprese. Inserendo i beni mobili fra quelli rimborsabili: arredi, elettrodomestici, cucine, ecc. Perché ad oggi incredibilmente non è così. Va invece dato un riscontro chiaro a cittadini e aziende che da mesi chiedono di essere aiutate e ascoltate”.