Riportiamo la nota di Fridays for Future

“In questi giorni è in atto una raccolta di firme da parte del comitato NO MEGASTORE, cittadini che si oppongono alla costruzione su un suolo verde di una nuova struttura commerciale. Cogliamo questa occasione per sottolineare la posizione dei Fridays for Future e dei Parents for future Forlì rispetto non solo a questa nuova “cementificazione”, ma al problema complessivo di consumo di suolo e per questo facciamo riferimento ad un passaggio importante della campagna dei Fridays for future in merito alla FASE TRE di uscita dalla crisi COVID dal nome “Ritorno al futuro” in cui si dice esplicitamente: “Per l’Italia è indispensabile perseguire gli obiettivi dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, adottando l’obiettivo Bilancio Zero per il consumo di suolo e anticipandolo al 2025, che significa non solo limitare al massimo il consumo di nuovo suolo a fini urbani e infrastrutturali, ma anche provvedere a compensare ogni consumo di nuovo suolo con la rigenerazione, in misura corrispondente, di suoli degradati, urbanizzazioni dismesse, suoli inquinati o soggetti ad erosione accelerata. L’Italia ha urgente bisogno di una cura del suolo che – utilizzando strumenti diversi quali bonifiche di aree dismesse o di siti contaminati, rinaturalizzazioni, regolamentazioni degli usi, forestazione urbana – porti progressivamente dopo il 2025 ad un bilancio negativo del consumo di suolo, avviando la contrazione dell’impronta urbana e valorizzando in particolare i servizi ecosistemici degli habitat più rari e ricchi di biodiversità.”

“Premesso questo, si sottolinea che Fridays for Future e dei Parents for future Forlì siamo contrari all’apertura non solo del MEGASTORE in oggetto, ma di qualsiasi altra struttura commerciale in qualsiasi punto della città e del circondario a prescindere da quale Marchio o operatore commerciale ne faccia richiesta per alcuni semplici motivi:

  • Il territorio è saturo di strutture commerciali per una popolazione non certamente in crescita ne a fronte di aumenti di reddito familiare ancor meno probabili in questo periodo.
  • Esistono nella periferia e vicino al centro storico molti stabili inutilizzati e che andrebbero recuperati all’uso o demoliti per dare spazio ad aree verdi evitando di tenerli in degrado e abbandono.
  • L’impatto del traffico in una zona già critica non è proponibile e l’impatto sulla salute delle persone è già abbastanza pesante nella situazione attuale visti anche i 2 inceneritori presenti non molto lontano.
  • La crisi climatica ci dice che abbiamo solo 7 anni per cambiare modello, uscire dall’attuale caratterizzato dal consumo sfrenato di merci , di terreni e di risorse in genere. Se ignoriamo questo neghiamo il futuro alle giovani generazioni.

“Queste considerazioni ci fanno dire che non solo non va costruito un nuovo MEGASTORE o altre strutture commerciali, ma dobbiamo anche invertire la rotta sulle abitazioni civili e passare dalla costruzione di nuove unità abitative alla spinta fattiva verso la ristrutturazione, la valorizzazione e il recupero dell’esistente forti anche degli incentivi previsti per il miglioramento e la riqualificazione energetica, la coibentazione degli edifici pubblici e privati per ridurre drasticamente la domanda energetica.”