Riportiamo la nota di Marzia Abbonizio, segretario Generale Spi CGIL

“La categoria dello Spi CGIL di Forlì si unisce all’appello della struttura Regionale per esprimere una forte preoccupazione anche nel nostro territorio: sono sempre più evidenti le fragilità delle strutture per anziani del Forlivese e le condizioni di vita degli ospiti costretti in solitudine senza gli strumenti tecnologici e psicologici necessari per sopportare la mancanza di contatto con i propri familiari.”

“Cosa succederà se l’epidemia si ripresenterà con la virulenza della primavera scorsa nelle strutture residenziali che, lo ricordiamo, hanno dovuto contare poco meno di 1.500 morti nella nostra regione?”

“Confermando la fondamentale attività di prevenzione svolta sul territorio dalle USCA (Unità di continuità assistenziale) e quella delle èquipe mulitiprofessionali in supporto alle strutture, come anche il contributo e l’attenzione del Distretto socio sanitario e degli enti locali, segnaliamo che nei mesi scorsi sono venute in evidenza una serie di criticità in strutture sulle quali occorre intervenire senza indugi.”

“Riassumiamo le criticità da affrontare: insufficiente formazione sanitaria per gli operatori, organici non sempre congrui, insufficiente presenza di personale sanitario nelle strutture, difficoltà logistiche in caso di bisogno di isolamenti, insufficiente dotazione di strumenti idonei a garantire la relazione ospiti/familiari in costanza di chiusura degli accessi alle strutture, strutture con situazioni promiscue che accrescono la possibilità di contagio, possibilità/capacità di vigilanza e controllo da parte dei Distretti socio sanitari e degli Enti Locali, tutela della dignità della vita degli ospiti anche in situazioni anomale. La domanda a cui rispondere è: se torna il virus nelle strutture in modo diffuso?”