Dalle indagini è emerso che il gruppo stava spostando il business criminale anche verso la provincia di Forlì

Associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: con questa accusa i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato un brasiliano di 39 anni, ritenuto dagli investigatori la mente ed uno dei capi di un’organizzazione che reclutava giovani connazionali da avviare nel mondo della prostituzione.

Il Giudice per le indagini preliminari di Roma, al termine di due anni di indagini, ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite da personale delle Squadre Mobili di Roma, di Cosenza e Forlì –Cesena nei confronti di appartenenti a due distinti gruppi criminali, composti da cittadini italiani e brasiliani, che si contendevano il mercato della prostituzione a Roma e in altre città.

Le indagini, coordinate della Procura della Repubblica di Roma, hanno evidenziato l’operatività nella capitale di un vero e proprio gruppo organizzato composto da cittadini brasiliani ed italiani che, almeno dal 2016, approfittava delle condizioni di indigenza di alcuni connazionali e li reclutava direttamente dal Brasile, costringendoli a prostituirsi e pretendendo parte dei lauti guadagni, migliaia di euro alla settimana, che sono stati successivamente reinvestiti in attività economiche, tra cui discoteche e locali notturni.

Dalle indagini è emerso che il gruppo stava spostando il business criminale anche verso la provincia di Forlì, tenuto conto che in zona si è recato quello che gli inquirenti hanno definito “uno dei maggiori promotori” dell’organizzazioni.

Le indagini, attraverso intercettazioni ambientali e pedinamenti, hanno documentato infatti che il 39enne era specializzato nel “reclutare” i giovani brasiliani direttamente dal Brasile, almeno 15. L’uomo tornava in Brasile e, dopo aver individuato le “prede” da far arrivare in Italia, organizzava le fasi del viaggio, trasporto interno e messa a disposizione di piazze di lavoro a Roma e in altre città italiane.

Le vittime dovevano pagare all’organizzazione almeno 20.000 euro, come prezzo del “riscatto” del debito accumulato per venire in Italia. Non tutte hanno accettato questo triste destino e quindi si sono rivolte alla Polizia, denunciando violenze subite ed uscendo definitivamente dall’illegalità. Grazie alle denunce delle vittime e a laboriose indagini che la Polizia di Stato è giunta a disarticolare pericolosi criminali senza scrupoli.

La cattura in provincia di uno dei leader carismatici è sintomatico del crescente interesse della criminalità organizzata straniera per il nostro territorio. Proseguono le indagini per individuare la rete dei fiancheggiatori ed eventuali investimenti commerciali.