Due settimane con quattro nevicate significative che ora sono nella storia climatologica della regione

Nel 2012, proprio in questi giorni di fine gennaio e inizio febbraio, in Romagna furono i “giorni del nevone”. Tutto iniziò proprio il 31 gennaio 2012, quando dalle 9 del mattino in Romagna ci furono le prime precipitazione provenienti dall’Appennino orientale: fu così che iniziarono due settimane che restano indelebili nella mente di tantissimi.

Abbondanti nevicate caratterizzarono quei giorni, che in alcune zone territoriali di riminese e cesenate-forivese, superarone superato i già eccezionali accumuli del febbraio 1929. Come riporta Emilia Romagna Meteo, nel febbraio 2012 ci furono almeno 4 nevicate significative che interessarono la quasi totalità della regione (giorni 31 gennaio/1 febbraio; 3-4 febbraio; 6-7 febbraio; 10-11 febbraio).

Ve lo ricordate? Inizialmente l’inverno fu costituito da ”temperature sostanzialmente superiori alla norma e piovosità scarsa o molto scarsa per il prevalere di strutture anticicloniche di origine subtropicale a tutte le quote in grado di dirottare i sistemi perturbati atlantici a latitudini molto settentrionali in rapporto al periodo stagionale, ed associate a circolazione di aria alquanto mite e secca. Solamente a metà gennaio arrivarono gelate con nebbie che per alcuni giorni portarono alcune giornate di ghiaccio. Le condizioni di sostanziale stabilità, associate a temperature miti, ad eccezione delle aree interessate dalle inversioni termiche, fu garantita dalla presenza di un vasto anticiclone con massimo sulla penisola iberica e ben proteso fino all’intero bacino centroccidentale del Mediterraneo”.

Poi, ci ricorda sempre Emilia Romagna Meteo, a fine gennaio la situazione cambiò quando “su Atlantico orientale cominciò a svilupparsi un potente promontorio anticiclonico di matrice subtropicale con asse ad assetto meridiano diretto fino alle regioni polari/artiche. Una massa d’aria di tipo artico-continentale giagente tra la Siberia orientale ed addirittura la Mongolia venne quindi richiamata verso occidente.” Il tutto si consluse il giorno 12 febbraio e l’evento entrò di diritto nella storia climatologia della regione.