Con tre esperti del mondo cinematografico e mediatico

Deliranti visioni tecnologiche, ecologie mediatiche ibride, algoritmi fuori controllo. La serie britannica Black Mirror non è una serie come le altre. Marca un prima e un dopo nelle riflessioni distopiche sul lato oscuro della cultura digitale. Ci spinge a riflettere sui dilemmi e le contraddizioni della nostra società iperconnessa, scatenando il potenziale visionario dell’immaginazione tecnologica. Domenica 24 marzo, a conclusione della prima edizione del ciclo di incontri INDICE organizzati al Diagonal Loft, tre esperti del mondo cinematografico e mediatico si confronteranno sul tema. Il sociologo dei media Emiliano Trerè, professore presso l’Università di Cardiff, Matteo Papi, esperto di cinema e il giornalista Corrado Ravaioli guarderanno dentro lo specchio nero della serie di culto cercando di districare queste ossessioni e gettare luce sulle ambiguità del nostro presente tecnologico. L’appuntamento, ideato da Archimedia in collaborazione con il Diagonal Loft Club e Poderi del Nespoli, è per domenica 24 marzo, ore 19 presso il Diagonal, viale Salinatore 101. 

Biografia Emiliano Trerè

Emiliano Treré lavora da quindici anni nell’ambito dei nuovi media e della cultura digitale. Attualmente è Professore Associato nella Scuola di Giornalismo, Media e Cultura dell’Università di Cardiff nel Regno Unito. É stato professore all’Università Autonoma di Querétaro in Messico, Ricercatore alla Scuola Normale Superiore di Pisa e all’Università di Lakehead in Canada e professore invitato in più di dieci università in Europa, Stati Uniti e America Latina. Il suo ultimo libro Hybrid Media Activism esplora le complessità e ambiguità dell’attivismo digitale basandosi su otto anni di ricerca in Italia, Spagna e Messico. Emiliano conta con più di quaranta pubblicazioni in cinque lingue che esplorano i dilemmi e i miti della cultura e della politica digitale contemporanee. Per il suo nuovo corso universitario Understanding Digital Society through Black Mirror è stato insignito con l’Education Innovation Prize della Fondazione Truman.