“Si faccia immediata chiarezza sulla legittimità Costituzionale del Decreto Sicurezza rispetto ai Diritti Umani”

FORLI’ – Nella querelle sul decreto sicurezza interviene anche il Sindaco di Forlì, insieme all’assessore al welfare Raul Mosconi che con una nota chiariscono la posizione della Giunta e quindi del Comune di Forlì.

 

“Come avevamo ampiamente previsto e richiesto, inviando un Ordine del Giorno deliberato dalla Giunta Comunale al Ministro dell’Interno e al Governo proprio nei giorni in cui si stava discutendo il Decreto Sicurezza sui migranti richiedenti asilo, con l’inizio del nuovo anno stanno emergendo tutti i limiti di questa normativa. Limiti che ora, alla luce degli effetti diretti misurati a partire da ciò che avviene negli Uffici Anagrafe, si stanno palesando con evidenza e in modo inequivocabile, sia rispetto alla vita delle persone ma anche rispetto alla azione di governo degli Enti Locali e Territoriali, ai temi della sicurezza e dell’applicazione normativa.

 

Il risultato determinato dalla mancata iscrizione anagrafica di centinaia di persone che, sempre in virtù di quanto previsto dal provvedimento, continueranno a permanere sul territorio, creerà una fascia sociale di uomini, donne e bambini meno visibili, privi di documenti (ad eccezione del permesso di soggiorno), maggiormente vulnerabili sotto tanti punti di vista e la cui dimensione resterà sconosciuta e estranea alla classificazione dei fenomeni demografici.

Chiariamo pertanto che non prevediamo automatismi da parte dell’Anagrafe nelle cancellazioni di persone oggetto del Decreto.

 

I problemi che si stanno registrando in tutto il territorio nazionale impongono che si faccia immediata chiarezza sulla legittimità Costituzionale del Decreto Sicurezza rispetto ai Diritti Umani. E’ altrettanto necessario avere una risposta sui possibili conflitti normativi ingenerati dall’applicazione di quanto previsto dal Decreto rispetto a Norme e Codici vigenti perché, diversamente, l’unico risultato sarà quello di aver creato una situazione di precarietà strutturale.

 

Pertanto il Comune di Forlì chiede a gran voce, unendosi a molti altri Comuni Italiani e nella prospettiva indicata dal Presidente dell’ANCI Antonio Decaro, la sospensione immediata del Decreto Sicurezza e l’apertura del confronto con i Sindaci per una revisione del provvedimento coerente con la Costituzione, con le Leggi, i Diritti Fondamentali dell’Uomo e con la Sicurezza effettiva delle nostre comunità.