Il contributo di Patrick Leech in ricordo dello storico economico di fama internazionale

FORLI’ – Martedì 26 giugno è morto a New York lo storico economico di fama internazionale, Carlo Poni.  La città ricorda bene, e con ragione, i figli che mantengono un legame sociale e culturale forte con essa. Carlo Poni appartiene ad un’altra categoria di forlivese – coloro che nascono qui, fanno i primi studi in città ma poi seguono le loro passioni ed interessi altrove.  Carlo Poni si è laureato in filosofia all’Università di Bologna prima di orientare i suoi interessi verso la storia economica:  prima l’agricoltura e i contadini, poi la storia della seta bolognese e infine il fitto intreccio fra la storia della tecnologia e lo sviluppo economico.  

 

Fondamentale la sua individuazione di un vero e proprio sistema di fabbrica, nell’ambito della produzione della seta, presente in Italia già nel seicento, sistema che fu successivamente importato come modello organizzativo per le fabbriche di cotone nella rivoluzione industriale inglese.  Carlo Poni, che ha avuto la cattedra di Storia Economica all’Università di Bologna dal 1972 al 2002, era un intellettuale di fama internazionale. Ha  insegnato in prestigiose università straniere quali l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales a Parigi, l’Institute for Advanced Studies a Princeton negli Stati Uniti, l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, la Wissenschalftkolleg di Berlino, St. Anthony’s College di Oxford, il Max Planck Institute di Goettingen e Clare Hall, Cambridge.

 

Nonostante l’ambito internazionale in cui si muoveva, Carlo Poni amava ricordare le sue origini forlivesi.   In particolare, ricordo i racconti sulla sua esperienza come bambino sfollato durante la guerra a San Pietro in Trento dove, se non erro, suo zio era parroco dell’antico pieve. Ricordo anche una sua breve collaborazione con l’Associazione Nuova Civiltà delle Macchine.

 

Ho conosciuto Carlo Poni nel 1990, quando studiavo a Bologna.  Per diversi anni ho collaborato con lui traducendo diversi suoi articoli e studi in inglese.  L’atto di tradurre, solo apparentemente semplice, ci portava a trascorrere lunghe serate in discussioni appassionate, serate che mai mi dimenticherò. Il lascito dei grandi studiosi è anche questo: non soltanto le loro opere scritte ma la cultura immateriale e umana che trasmettono, ogni giorno, ai loro allievi e collaboratori.  Un lascito a due dimensioni, direbbe lui. Di questo, gliene sono profondamente grato.

 

Lunedì 9 luglio alle ore 9.30, l’Alma Mater rende omaggio ad un suo grande professore emerito nella Cappella Bulgari della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, ex-sede dell’Università dove, fra l’altro, Poni ha passato molte ore da studioso e al quale ha donato il suo fondo librario. 

 

Patrick Leech