I sette punti per salvaguardare l’entroterra

Il Wwf Forlì-Cesena, in una nota del presidente Alberto Conti, mette nero su bianco alcune considerazioni sui diffusi e pesanti movimenti franosi, che stanno  riguardando, in questo piovoso periodo, le nostre colline e i nostri rilievi montagnosi. Si tratta di sette punti per salvaguardare l’entroterra.

 

1- il dissesto idrogeologico deve  essere contrastato innanzitutto mantenendo funzionante il bacino imbrifero, quale ambito naturale di raccolta delle acque, salvaguardando e aumentando la copertura forestale;

 

2- a tal proposito va data attuazione alla Delibera di Giunta Regionale (DGR) 933 del 2012, tutt’ora vigente, che prevede una quota d’investimento pari al 1.5% all’anno dei costi operativi del gestore Idrico (oggi HERA), da caricare in bolletta idrica e da destinare ad interventi di ricostituzione delle strutture forestali e arbustive, anche lungo le fasce ripariali dei corsi d’acqua. Tali interventi, da integrare con opere di consolidamento dei versanti utilizzando i metodi di ingegneria naturalistica, dovranno essere progettati dai Comuni o loro Unioni o per tramite l’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile;

 

3- spetta ad Atersir (Agenzia territoriale servizi idrici e rifiuti) inserire tale importo nella tariffa idrica, previa richiesta alla corrispondente Agenzia nazionale (denominata ARERA); ciò comporterà, a carico di ciascun utente, un costo annuo di circa 1 €, che  attiverà  perciò una  fonte di finanziamento indispensabile per la prevenzione dalle frane;

 

4- alla Regione Emilia Romagna spetta il compito di appoggiare la richiesta di Atersir ad Arera, anche allo scopo di alzare la quota d’investimento oltre l’1.5%;

 

5- ai Comuni e relative Unioni spetta anche il compito di realizzare gli interventi naturalistici di messa in sicurezza del loro territorio, avvalendosi  della collaborazione degli Enti sovraordinati (ex STB) ora Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile e di assumere l’ iniziativa per acquisire ulteriori finanziamenti allo scopo dall’Unione europea.

 

6- gli agricoltori debbono evitare arature spinte fino al margine delle strade, delle scarpate e dei boschi,arature troppo profonde ed effettuate lungo le linee di massima pendenza, e debbono provvedere alla pulizia dei fossi perimetrali.
 

7- per ultimo, ma non meno importante, occorre ricondurre il Vincolo Idrogeologico (RDL 3267/23) tra le competenze dirette della Regione Emilia Romagna,delegando alla  gestione del vincolo l’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale Protezione Civile.