Franca Ferri e Domenico Guzzo rievocano il clima terroristico del tempo

Sabato 16 aprile 1988 venne ucciso il senatore Roberto Ruffilli nella sua casa di Forlì,  in corso Diaz 116, da un commando delle Brigate Rosse – Partito Comunista Combattente (BR-PCC), che rappresentava l’ultima componente ancora attiva di quella galassia del “partito armato” emersa negli anni Settanta del secolo scorso. Forlì non poté scongiurare il terribile assassinio, ma nei giorni successivi seppe reagire a tutti i livelli per dire no al terrorismo. “Le indagini della Magistratura e delle Forze dell’ordine, ricorda il presidente del club Gabriele Zelli, potereno contare sulla collaborazione dei cittadini forlivesi; le testimonianze di ben 35 concittadini furono fondamentali per individuare e catturare gli assassini del senatore Ruffilli. Successivamente le stesse testimonianze furono fondamentali per condannare con sentenza definitiva, dopo i tre gradi di giudizio che si svolsero in appena due anni tra il 1990 e il 1992, tutti i componenti del commando”. 

 

Ricordi a trent’anni di distanza

Ricordare quei tragici momenti e il successivo alto senso civico della città e dei suoi cittadini sarà oggetto del meeting del Lions Club Forlì Host dal titolo: “16 aprile 1988: l’uccisione del senatore Roberto Ruffilli. Quando Forlì visse il “clima terroristico”. Le reazioni, i funerali, le indagini, la cattura dei responsabili. Fatti e personaggi ricordati a 30 anni di distanza”. L’inziativa si svolgerà giovedì 22 marzo 2018, alle ore 20.15, presso il Grand Hotel Forlì, via del Partigiano, Vecchiazzano. Il relatore della serata sarà Domenico Guzzo, storico, curatore del portale “La diga civile”, membro associato di ricerca presso l’Università di Grenoble. Porterà una testimonianza Franca Ferri, cugina di Roberto Ruffilli. 
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