L’assessore Gozzoli: “Vale il principio di prossimità per non accrescere i costi di smaltimento”

Bologna – Risposta immediata alle esigenze dei territori coinvolti, senza la necessità di aumentare le capacità di trattamento degli impianti interessati. Saranno infatti i termovalorizzatori di Granarolo (Bo) e Forlì a trattare i rifiuti che temporaneamente non possono essere più portati alla discarica Tre Monti di Imola, dopo che il Tar ha annullato la delibera che ne autorizzava la sopraelevazione. 

Lo ha deciso nella seduta di lunedì la Giunta regionale. I due impianti sono stati individuati in base al principio di prossimità, ovvero la vicinanza rispetto ai territori interessati dal blocco di Imola, anche per non accrescere i costi di smaltimento.  

 

“La capacità di trattamento dei due impianti, infatti, resta nel limite dei quantitativi massimi previsti e permette di garantire una efficace gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani- afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo-, nonostante la chiusura temporanea dell’impianto Tre Monti.  Peraltro, il termovalorizzatore di Granarolo, nel bolognese, garantiva già lo smaltimento dei rifiuti trattati nell’impianto di Imola: si tratta quindi, in questo caso, della conferma di un flusso esistente che subirà solo un leggero e temporaneo incremento. Quanto alla sentenza del Tar, siamo al lavoro per valutare provvedimenti che ci consentano di dare attuazione al Piano regionale di gestione dei rifiuti”. 

Nel dettaglio, i rifiuti urbani indifferenziati prodotti nei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano saranno conferiti nell’impianto di termovalorizzazione del Frullo di Granarolo; quelli prodotti a Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo saranno portati nell’impianto di Forlì.