Mancanza di certezza della pena e immigrazione clandestina sono le principali cause della sfiducia

FORLIMPOPOLI – Ieri incontro importantissimo alla Chiesa dei Servi a Forlimpopoli dove Imprese per l’Italia e il Resto del Carlino, hanno presentato in occasione della “Giornata della legalità” i dati relativi alla percezione di sicurezza delle imprese del territorio provinciale.

Questionari sono stati sottoposti a imprenditori e commercianti che, in forma del tutto anonima, hanno avuto occasione di manifestare in maniera chiara i propri timori e dubbi sull’effettivo grado di sicurezza percepito.

 

I dati, elaborati su un campione di 324 documenti pervenuti a Confcommercio hanno restituito un’immagine del territorio del tutto simile a quello delineato quotidianamente dal “popolo della strada”. Per quattro imprenditori forlivesi su dieci la sicurezza è peggiorata nell’ultimo anno, mentre nel cesenate il dato è ancora più significativo: il 52% pensa che le condizioni si siano aggravate. Stando ai dati, inoltre, emerge come ben 7 imprenditori su dieci ritengano che la sicurezza percepita sia effettivamente peggiorata, un dato avvalorato da un’altra voce inserita nel questionario sottoposto agli imprenditori: il 33% circa delle attività ha subito furti, atti di vandalismo, danneggiamenti e crimini più in generale solo lo scorso anno. La tipologia di crimini più frequenti, sono appunto le spaccate, i furti, i taccheggiamenti ma anche le rapine, le aggressioni, le truffe. Insomma, la situazione è piuttosto insostenibile.

 

C’è anche chi ha subito più eventi crliminosi negli ultimi 12 mesi ed è rappresentato da una consistente fetta di imprenditori: ben il 22,5% ne ha subiti più di due e un 24,5% ne ha subiti due. Tutti fatti denunciati alle autorità? Macchè: la sfiducia è tale ( non a caso il tema della certezza della pena è una delle emergenze lanciate da Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio) che solo un quarto degli imprenditori sporge denuncia.

Da dove viene questo aumento di criminalità? Secondo il sondaggio si tratta di una conseguenza della crisi e dell’aumento del degrado urbano e quindi della microcriminalità: ne è certo l’87% degli intervistati.

 

Nota positiva viene dalla fiducia che gli imprenditori hanno nelle forze dell’ordine. Quasi 7 su dieci stimano le autorità e il loro operato; l’aumento della criminalità è invece individuato sulla mancata certezza della pena (ben l’87,5% degli intervistati ne è convinto), ma anche sull’immigrazione clandestina (65.5%). Maggiori controlli come soluzione? Non proprio: per elevare il grado di sicurezza percepita servono, sì interventi preventivi, ma soprattutto pene più severe e certezza che queste vengano applicate. Il 44% dei questionari mostra come il controllo dell’immigrazione possa essere uno strumento valido per aumentare la sicurezza reale e quella percepita.

 

Ma cosa fanno le attività per prevenire i reati?Telecamere, sistemi di allarme, videosorveglianza, sistemi di protezione passiva, vigilanza privata, sono gli strumenti più gettonati, ma anche in questo caso la sfiducia è tale che c’è chi dice che anche questi strumenti sono insufficienti. Il 30% non ha adottato alcuna soluzione di protezione, un p’ perchè troppo costosi, un po’ perchè ritenuti facilmente eludibili.