Tra educazione e conoscenza della segnaletica orizzontale

FORLI’ – In una città a misura d’uomo come Forlì, l’uso della bicicletta è quantomai opportuno: fa bene all’ambiente e combatte la sedentarietà. Il ciclista che da Viale dell’Appennino debba recarsi in Piazzale Porta Ravaldino percorre la ciclabile il cui breve tratto finale, sino al semaforo non è protetto da cordolo; la pista è infatti delimitata dalla sola segnaletica orizzontale.

 

L’automobilista, che da Viale dell’Appennino debba svoltare a destra, in Via Giovanni dalle Bande Nere rispettando la segnaletica concede la precedenza e non arrota il coraggioso ciclista… Perché coraggioso? È presto detto: per rientrare deve compiere il percorso inverso! Al semaforo attraversa Via Giovanni dalle Bande Nere e imbocca la pista ciclabile memore della precedenza ottenuta all’andata mentre l’automobilista che da Viale dell’Appennino debba svoltare a destra non se ne dà per inteso quasi presumesse essere investito da un imprudente scapicollato ciclista.

 

Ecco allora l’uso del clacson, la brusca frenata, i gestacci o le male parole all’indirizzo del malcapitato ciclista. A volte si assiste a curiose scenette: il pilota ha frenato e suonato il clacson; il passeggero, signora con la borsa in grembo sentenzia: “Deve scendere dalla bicicletta e attraversare a piedi!”. Nella situazione descritta è capitato che il ciclista, evitato l’investimento e finalmente protetto dal provvido cordolo, sia stato apostrofato da un saccente: “Siccome lei è anziano le spiego come deve comportarsi”. Un dubbio: avrà capito la risposta?: “Lei sarà anche giovane, ma non può spiegare un bel nulla: non conosce la segnaletica orizzontale…”.

 

Tomaso Tomai