Il design al servizio della cucina, “uno dei riconoscimenti che ho gradito di più, da una terra laboriosa come la Romagna”

Forlimpopoli – Che le strade di Antonio Citterio e Forlimpopoli, patria natale dell’Artusi, si sarebbero incontrate era inscritto nel percorso di entrambe. Venticinque anni fa disegnò una cucina chiamata Artusi 1. In anni più recenti una linea di pentole Tvs Artusi 2.0. Fil rouge di entrambe le creazioni: il design al servizio della cucina. Con queste premesse fatale che il Premio Artusi venisse assegnato a lui.

“Quando mi hanno comunicato che avrei ricevuto il Premio Artusi ho pensato a uno scherzo – racconta Citterio – Mi trovavo a Pechino insieme a uno chef stellato. La prima cosa ho detto, allo chef, è stata: ecco adesso siamo alla pari. Battute a parte, food e design da sempre mi accompagnano nel mio percorso personale. Mi sono occupato di cucine, piatti, bicchieri, coltelli, pentole, un mondo che mi ha sempre affascinato. Il cibo è parte integrante della nostra vita, è un momento aggregante del quotidiano, così come lo concepiva il grande Pellegrino Artusi che esaltava la convivialità della tavola”.

Citterio rimarca la differenza tra designer e marketing. “Il designer è colui che guarda, capisce, raccoglie e fa. È qualcosa di complesso, legato a una visione, che non deve limitarsi alla sola estetica. Il marketing invece è la creatività di quello che è stato, su prodotti che hanno avuto successo. Qui manca la visione. Faccio un esempio concreto. Negli anni ’80 la televisione prendeva sempre più piede e così ho pensato a un divano in funzione di essa, momento di relax davanti allo schermo. È stata una intuizione che ha poi cambiato il modo di concepire il divano”.

Oggi si parla tanto di cucina in tutte le salse, molto meno di design. “ll motivo è semplice: tutti hanno la possibilità di fare il cuoco, disegnare invece è più complesso. Comunque si va a periodi. Diversi anni fa era il momento degli stilisti, poi sono arrivati i cuochi, chissà che non arrivi il momento dei designer”.

Il successo delle sue opere, Citterio lo attribuisce al fatto “che sono normali”. Infine, riguardo al Premio Artusi si sbilancia: “è uno dei riconoscimenti che ho gradito di più. Anche perché arriva da una terra laboriosa come la Romagna”.

 

“Il Premio Artusi è uno dei momenti di più importanti della nostra città – hanno evidenziato il sindaco Mauro Grandini e l’assessore Adriano Bonetti – Con il riconoscimento a Citterio apriamo un nuovo capitolo sul tema del cibo, visto sul fronte del design e della creatività”.

 

Istituito dal Comune di Forlimpopoli a chiusura della Festa Artusiana, questa la motivazione del riconoscimento: “Antonio Citterio è figura eminente dell’architettura e del design italiano. Anche la progettazione per TVS della batteria di cucina ispirata al padre della cucina italiana, esito di una ragguardevole ricerca nella cultura domestica e industriale, impreziosisce oggetti e cultura. Il Premio Artusi ne vuole coronare il talento”.

 

A consegnare il Premio Artusi Monica Fantini, vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Nel corso della giornata di premiazione a Casa Artusi, momento di riflessione sul design italiano nel contesto gastronomico moderno. A parlarne, dopo il saluto del sindaco di Forlimpopoli Mauro Grandini, sono stati Aldo Colonetti, storico dell’arte, del design italiano e dell’architettura, Alberto Capatti, storico della cucina, Giuseppe Bertozzini, amministratore delegato di TVS azienda promotrice del set di pentole TVS Artusi 2.0, Pierluigi Alessandri Vicepresidente di Technogym. L’incontro è stato coordinato dal Presidente di Casa Artusi Giordano Conti.