Rifondazione Comunista: “Senza una politica di cambiamento strutturale si passerà da un’emergenza all’altra”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Partito della Rifondazione Comunista di Forlì sul tema del centro storico.

 

“Periodicamente si torna a parlare del Centro storico per constatarne la desertificazione. Questa volta tocca al Cinema Apollo andare verso la chiusura. Senza una politica di cambiamento strutturale si passerà da un’emergenza all’altra e le chiusure si moltiplicheranno.
Noi pensiamo si debba intervenire, innanzitutto, valorizzando gli spazi del Centro, evitando di aumentare la cementificazione del territorio circostante, come invece si è continuato a fare anche di recente. Ultimo esempio è la variante al piano urbanistico che consentirà la costruzione di un nuovo grattacielo nei pressi dell’autostrada. Inoltre, si potrebbe pensare ad una differente tassazione sugli immobili locati e non locati, usando lo strumento impositivo per finalità extrafiscali: con un’imposizione più alta sugli immobili sfitti si possono disincentivare i canoni di locazione troppo elevati e agevolare chi ha intenzione di avviare un’attività economica nel Centro Storico.
Oltre al tessuto economico, è necessario fare attenzione anche a chi vive il Centro in prima persona. L’attuale amministrazione sta agendo in senso contrario anche in ambito di vivibilità e residenzialità: invece di limitare l’accesso delle automobili ai soli residenti, si pensa ad ampliarlo in un tentativo di avvicinare le persone al centro. Nasce da questa considerazione fallimentare (e dalle pressioni di Eataly) l’infelice proposta dell’assessore alla Mobilità di riportare i veicoli in Piazza Saffi. Il centro di ogni città dovrebbe essere a passo e misura d’uomo: si rafforzi il trasporto pubblico locale, interconnesso con i parcheggi scambiatori e la stazione ferroviaria. Ne gioveranno anche turisti e studenti, sempre più numerosi a Forlì.
E’ evidente che il Centro abbia bisogno di un cambio di rotta che non si realizza con alcune manifestazioni isolate e comunque costose. L’intrattenimento di questo tipo è sicuramente apprezzabile, ma non efficiente. I Comuni non hanno molti strumenti e proprio per questo devono essere utilizzati al meglio: noi abbiamo avanzato proposte concrete, ma il PD che piano ha?”