FORLÌ. Correva l’anno 1997 e appena dodici mesi prima il Comune di Forlì aveva approvato un progetto preliminare in cui si prevedeva il recupero e l’adeguamento funzionale a fini museali e culturali dell’ex convento di San Domenico e della fiancheggiante chiesa di San Giacomo. Un’intuizione, anzi due grandi intuizioni perché proprio nel 1997 la Fiera di Forlì ospitò la prima edizione di “Contemporanea”, la mostra-mercato dove artisti, appassionati d’arte moderna e contemporanea e galleristi provenienti da tutta Italia si incontravano, interloquivano e confrontavano unendo in un sol luogo due finalità: la valorizzazione di nuovi talenti e lo sviluppo di un mercato capace di soddisfare il collezionista più esigente.

In quell’epoca di grande fermento, Romagna Fiere, Comune di Forlì e Fondazione Cassa dei Risparmi iniziavano “in contemporanea” a coltivare la medesima idea: Forlì poteva essere una città d’arte. Oggi a buon diritto possiamo dire lo sia, perché quei semi gettati due decadi fa hanno dato copiosi frutti come dimostrano il successo delle grandi mostre che annualmente attirano al San Domenico centinaia di migliaia di visitatori e il raggiungimento di un traguardo probabilmente neppure ipotizzabile in quei tempi. La rassegna organizzata da Romagna Fiere e oggi denominata “Arte Forlì Contemporanea” festeggia dal 4 al 7 novembre la propria 20ª edizione.

 

Un compleanno che non poteva non essere festeggiato assieme da chi vent’anni fa “volle fortissimamente volle” raggiungere lo stesso obiettivo. Romagna Fiere e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, si ritrovano oggi per dare vita a un evento speciale che anticipa l’apertura della 20ª edizione di “Arte Forlì Contemporanea” incarnandone pienamente il senso che l’ha sempre permeata. Non una mostra meramente celebrativa, ma un incontro con l’arte contemporanea e i suoi più interessanti interpreti che partendo dall’Emilia-Romagna hanno superato i confini territoriali imponendosi con la propria arte a livello nazionale.

 

Questo sarà “Venti Contemporanei – Sguardi d’Arte al Monte”, mostra collettiva che da sabato 15 a domenica 30 ottobre verrà ospitata nelle sale espositive del Palazzo del Monte di Pietà in corso Garibaldi 37 – sede della Fondazione Cassa dei Risparmi – e vedrà cinque artisti dialogare tra loro e con lo spazio attraverso grandi installazioni di forte impatto visivo nelle quali la sperimentazione e la ricerca dei materiali e dei volumi sono elementi portanti e cifra stilistica inconfondibile.

 

Un progetto curato direttamente da Oscar Dominguez, 46enne argentino che dal 1999 vive e lavora a Faenza da dove sviluppa progetti artistici personali di grande levatura e opera da vero e proprio “talent scout”. E’ proprio attraverso due sue collaborazioni con “Arte Forlì Contemporanea” e “Vernice Art Fair”, rispettivamente “Spazio alla Spazio” e “QuattroxQuattro” giunte entrambe alla propria 13ª edizione, che tanti talenti sono cresciuti facendosi apprezzare dalle maggiori Gallerie nazionali.

 

Venti Contemporanei” riprende proprio questa chiave di lettura e l’occhio attento di Oscar Dominguez si è posato su Elena Fregni, Erich Turroni, Claudio Ballestracci, Matteo Lucca e Bruno Fronteddu. I veri protagonisti della mostra che farà da incipit ad “Arte Forlì Contemporanea” e permetterà a tutti i cittadinidi apprezzare le nuove tendenze e i nuovi linguaggi della contemporaneità.

 

I forlivesi, sì. Tutti i forlivesi. Perché prima di essere acquistata in una Galleria o in Fiera, l’arte va vista, rivista, ammirata e poi desiderata. Va messa alla portata di tutti e non solo di collezionisti e grandi appassionati. Va, quindi, fatta uscire dai confini di un padiglione espositivo e le va data la libertà di soffiare come un vento. Anzi, come tanti “venti d’aria contemporanea” capaci di portare il gusto del bello fino al centro storico di Forlì. Dentro il cuore di quel Polo della Cultura che ruota attorno al San Domenico e del quale il Palazzo del Monte di Pietà è a pieno titolo componente essenziale.

 

Non ci sarebbero state 20 edizioni di “Arte Forlì Contemporanea” senza il coinvolgimento dei forlivesi. Non può esserci ora celebrazione dell’Arte e del traguardo raggiunto dalla rassegna fieristica, senza che la Città, quella con la “C” maiuscola di Centro e di Cultura, non ne fosse il fulcro stesso.

 

Ufficio Stampa Romagna Fiere