FORLÌ. Dopo un anno, sono ancora Forlì e Bussolengo a giocarsi lo scudetto del softball. E’ dunque una vera e propria rivincita quella che va in scena sui diamanti delle due squadre: al netto degli imprevisti del maltempo (che a settembre è solito fare scherzi non graditi), la sfida al meglio delle cinque partite comincia sabato 17 con i primi due incontri in casa delle veronesi, e si completa il sabato successivo sulla terra rossa dell’ “Otello Buscherini”; una eventuale quinta partita si giocherebbe la mattina di domenica 25. Notare che è la Poderi dal Nespoli ad avere il diritto di giocare in casa la “bella”, nonostante in stagione regolare sia finita dietro al Bussolengo, e questo perché tale diritto è stato deciso per sorteggio prima dell’inizio del campionato: con la ISL divisa in due gironi, è intuitivo che non sono i risultati sul campo a poter stabilire se il vantaggio deve andare alla vincitrice del girone A piuttosto che a quella del B.

Per Forlì si tratta della dodicesima presenza nella finale per il tricolore, ed è la squadra con più finali da quando sono stati istituiti i playoff nel 1986 (segue Bollate con undici); tre i titoli vinti, nel 2002, 2006 e 2008. Bussolengo è alla settima partecipazione, con quattro successi (1993/95 e 2015) 

I precedenti stagionali tra Bussolengo e Forlì sono numerosi ma non troppo significativi ai fini di una previsione. Le due squadre si sono affrontate quattro volte in campionato più una, famigerata, in Coppa Campioni. Andando per ordine, in stagione regolare Bussolengo ha vinto tre volte su quattro; l’unico successo forlivese è del 2 aprile (prima di campionato), le avversarie giocarono senza straniere, dunque esempio troppo lontano e troppo diverso nella sostanza. Anche la partita di Coppa è stata strana anzichenò, un 10-0 in quattro inning dove la Poderi dal Nespoli fu semplicemente perfetta e le veronesi alzarono bandiera bianca alla prima difficoltà. Il precedente più significativo potrebbe essere quello del 21 giugno scorso, Forlì sconfitta 3-0 praticamente dalla sola Birocci, letale in pedana e in battuta, Forlì che però quel giorno non poteva schierare Vincent che è il suo miglior battitore.

In semifinale, Forlì ha superato Bollate in modo anche più brillante di quanto non dica il 3-1 finale. Bene il reparto lanciatori, benino la difesa che comunque deve fare meglio rispetto all’opaca stagione regolare, e soprattutto ha funzionato l’attacco, dove hanno ritrovato confidenza con la battuta un po’ tutte le giocatrici. Forlì ha una linea di 6-7 battitori tutti pericolosi, la cosa è fondamentale al cospetto di un Bussolengo che contro l’attacco dello Staranzano ha veramente giocato con la pipa in bocca: zero punti subiti, tre valide, 26 strike out.
Dove la situazione non è rosea, è l’infermeria. Due le infortunate, e tutte e due in ruoli chiave. La distorsione rimediata da Ilaria Cacciamani con Bollate l’ha tenuta tutta la settimana a riposo e solo sabato mattina verrà presa la decisione con lo staff medico sul suo utilizzo, pronta Zanotti a salire in pedana dopo l’ottima prova di Bollate. Non buone neanche le notizie riguardo al polso di Manuela Mazzoni, che per ricevere i lanci di Vincent in garauno avrà bisogno di stringere i denti, e anche qualcosa di più.

Bussolengo è arrivato alla finale facendo la voce grossa con Staranzano, cui in semifinale non ha lasciato neanche le briciole. Le veronesi hanno tre americane tesserate, due lanciatrici (Creger e Waldrop) e un interno (Blank), un vero lusso visto che di straniere in campo ne vanno due. Assieme alle nazionali Bortolomai e Longhi, alla veterana Del Mastio (ex Forlì), l’arma in più potrebbe essere l’italo-americana Lisa Birocci, ex azzurra una decina di anni fa, tornata all’attività quest’anno ma ancora forte come una volta.

Il programma del primo round manda in scena garauno alle ore 18; lanciatori Vincent per Forlì e probabilmente Creger per le padrone di casa. Garadue alle 20.30 con duello italiano Cacciamani – Birocci.

Un pronostico è obiettivamente difficile. A ranghi completi la differenza non è tanta, alle veronesi si deve riconoscere una preferenza per il solo fatto di essere le detentrici dello scudetto, e per Forlì va tenuto conto degli infortuni.
Poi però subentrano altre considerazioni. Lo sport del “batti e corri” è il più individuale tra gli sport di squadra, perché è quello in cui il singolo è più determinante ai fini del risultato; e però, è anche uno degli sport in cui il valore della squadra è maggiore della somma delle individualità. Una buona squadra, un gruppo che giochi da squadra, può battere un avversario ricco di talenti ma che da squadra non riesce a giocare. Ecco, la forza di Forlì è sempre stato questo “essere squadra”, ed è da qui che la Poderi dal Nespoli deve partire se quest’anno vuol scrivere il lieto fine.

 

Ufficio Stampa Poderi dal Nespoli Forlì