Fonte: Ufficio Stampa Istituto Oncologico Romagnolo Coop. Soc.

Si è tenuta presso la Fiera di Cesena sabato 7 ottobre

Sabato 7 ottobre si è tenuta, presso la Fiera di Cesena, la “Convention dei Volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo”, appuntamento giunto alla trentaseiesima edizione nato per celebrare quelle quasi 800 persone che donano a chi soffre, a vario titolo e in maniera assolutamente gratuita, ciò che di più prezioso hanno: il proprio tempo. L’evento ha visto sedersi in platea più di 400 partecipanti: una vera e propria mobilitazione per una giornata che era già stata rimandata rispetto alla data originaria di maggio a causa dell’emergenza alluvione. Ad aprire la mattinata di relazioni il Presidente IOR, Luca Panzavolta, che ha ringraziato “tutti i volontari, anima della nostra organizzazione e coloro che ci spronano a migliorare i nostri servizi ogni giorno. È insolito per noi incontrarci in questo periodo dell’anno, nel mese di ottobre: di solito la Convention si tiene in primavera, ma le ben note problematiche legate all’alluvione ci hanno convinto che fosse il caso di fare un passo indietro e lasciare che persone e istituzioni si concentrassero sulla tragedia appena occorsa. I danni provocati sono una ferita ancora aperta, tuttavia l’emergenza che ci ha colpiti ha ribadito e mostrato su scala nazionale quanto la Romagna sia in grado di fare sul fronte della solidarietà, del senso di comunità e del volontariato. Ora c’è bisogno di risorse vere, affinché si possa ripartire con ancora più slancio”.

Sul fronte sanitario, il Presidente ha ribadito l’impegno dell’Istituto “affinché il percorso della rete oncologica romagnola venga completata, con l’IRST di Meldola integrata in toto al suo interno: ha sviluppato progetti importanti, ha raggiunto un rating ragguardevole, si tratta di un fiore all’occhiello che però non può restare scollegato dal resto delle strutture di ottimo livello che abbiamo sul territorio. Purtroppo per la sanità pubblica è un momento delicato: come IOR rimaniamo sempre al suo fianco per difenderla e migliorarne l’offerta a favore dei pazienti oncologici. Il PRIME Center, centro multifunzionale che porta avanti progetti di medicina integrativa e laboratori di prevenzione, da splendida scommessa si è trasformato in realtà ed è ora a pieno regime, con 248 pazienti già seguiti: si tratta di un enorme passo avanti verso l’obiettivo di rimettere la persona malata, e non la malattia, al centro dei percorsi di cura”.

La tematica della salvaguardia del Servizio Sanitario Nazionale è stato anche il centro dell’intervento del Direttore Generale AUSL Romagna, il dott. Tiziano Carradori: “Mai come oggi il terrore di vedere compromesso ciò che questo paese ha messo in piedi nel lontano 1978 è reale. Il Servizio Sanitario Nazionale è in condizione di pericolo per tanti fattori che non sono certo nati ieri: hanno radici antiche e, finché la salute non sarà al centro delle politiche del paese, saremo sempre a rischio. Per questo motivo oggigiorno l’attività dello IOR al fianco della struttura pubblica assume ancora maggiore rilevanza, grazie alle risorse economiche e umane che riesce a mettere a disposizione di chi soffre. Non possiamo permetterci di riconoscere l’importanza della sanità, e della salute, solo quando questa ci viene meno: questo l’Istituto Oncologico Romagnolo, e con lui i suoi volontari, l’ha ben compreso, e assicuro che questa Azienda riconoscerà sempre a quanti come voi contribuiscono a migliorare non solo i trattamenti ma le condizioni di malattia il ruolo importante che ricoprono quotidianamente”.         

Anche il Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, ci ha tenuto ad essere presente e ad affidare al palco della Fiera il suo ringraziamento sentito all’attività dei volontari: “L’Istituto Oncologico Romagnolo rappresenta un’eccellenza del nostro territorio, che ci ricorda che a prescindere dall’alluvione, anche quando c’è il sole, c’è sempre qualcuno che può aver bisogno di una mano. D’altronde, una persona che riceve una diagnosi di cancro non è meno disperata di colui che viene colpita dalla furia dell’acqua: sempre di emergenza si tratta e lo IOR ha saputo dar continuità alla risposta all’emergenza dal 1979, grazie proprio alla sensibilità delle persone che si mettono a disposizione verso chi soffre. L’alluvione, nella sua tragicità, ha contribuito a riportare alla ribalta un tipo di volontariato che erano decenni che non si vedeva: tanti giovani sono arrivati da ogni parte d’Italia, si sono mobilitati spontaneamente per venire a dare una mano, e la nostra terra li ha accolti e ringraziati come solo noi sappiamo fare. Non dobbiamo disperdere ciò che abbiamo imparato durante quei tragici giorni: serve un senso di comunità forte, per accompagnare i malati al di fuori della loro battaglia. Grazie di nuovo a voi, quindi, che state vicino a chi è in difficoltà anche quando non ci sono i riflettori dei media a riprenderne e valorizzarne l’impegno”.

Il Direttore Generale IOR e neo-Presidente IRST “Dino Amadori” IRCCS, Fabrizio Miserocchi, ha fatto il punto sull’attività della no-profit, fornendo qualche dato: “Se nel 2014 la mole dei fondi raccolti dall’Istituto Oncologico Romagnolo si attestava sui 3 milioni e mezzo di euro, oggi siamo arrivati a più di 6 milioni: questo significa maggiori risorse da destinare a sostegno degli studi che portano sulla nostra terra le terapie maggiormente innovative, per l’acquisto di macchinari di ultima generazione da donare ai reparti che manifestano l’esigenza di mantenere gli elevati standard di cura che ci riconoscono a livello nazionale, per proporre iniziative di prevenzione e a servizi gratuiti per il malato e i suoi famigliari. Da quest’ultimo punto di vista, recentemente è stata presentata alla Camera dei Deputati un’indagine promossa da FAVO, AIMAC e dagli Istituti Nazionali Tumori di Milano e Napoli, in cui emergeva come ogni malato di cancro sia costretto a spendere circa 1.800 euro l’anno di tasca propria per esami, visite e terapie. All’interno del conteggio vi erano cose come i costi dei mezzi di trasporto, l’acquisto di farmaci non oncologici, l’alloggio al di fuori della città di residenza. Ebbene, grazie ai suoi servizi gratuiti l’Istituto Oncologico Romagnolo può contribuire a questa spesa di circa la metà: un risparmio enorme per le tasche delle famiglie in un periodo già complicatissimo. Tra le altre cose abbiamo donato nel solo 2022 360 parrucche oncologiche gratuite alle donne in chemioterapia; abbiamo trasportato 593 pazienti in circa 3946 viaggi effettuati, attività che abbiamo intensificato peraltro nel periodo dell’alluvione per venire incontro alle esigenze dei malati che avevano perduto un automezzo o avevano difficoltà a spostarsi da casa; e aiutato 75 famiglie direttamente presso la loro abitazione con l’assistenza domiciliare fornita dalle nostre 3 operatrici socio-sanitarie. Insomma, la nostra attività si conferma fondamentale al fianco di chi soffre, e continueremo ad impegnarci affinché nessuno venga lasciato indietro”.