Ufficio Stampa Istituto Oncologico Romagnolo Coop. Soc.

Incasso dedicato al sostegno della ricerca scientifica oncologica

 Giovedì 1 dicembre si è tenuto al Teatro Verdi di Cesena il “Gran Gala IOR”, una grande tradizione che si ripete da tredici anni nonché il principale evento di raccolta fondi del calendario invernale dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Il coinvolgimento delle diverse anime del territorio, dai volontari della no-profit fondata nel 1979 ai vertici delle principali realtà imprenditoriali, è stato come sempre molto forte: erano 180 le persone che hanno prenotato il proprio posto alla tavola della solidarietà, per un incasso da record di 75.000 euro da dedicare totalmente al sostegno della ricerca scientifica oncologica. In particolare, i progetti scelti per il finanziamento saranno quelli relativi all’immunoterapia portati avanti presso l’IRST “Dino Amadori” IRCCS. Innovativa strategia terapeutica che punta a risvegliare il sistema immunitario che in qualche modo ha tollerato la presenza e la crescita del tumore, l’immunoterapia ha già dato grandi risultati su vari tipi di neoplasia: in questo senso lampanti sono i dati di sopravvivenza del melanoma in stadio avanzato, che da 7 mesi è aumentata fino a 72 mesi.

La causa di donare nuove armi ai medici che lottano contro il cancro, e nuove speranze ai pazienti che ricevono questo tipo di diagnosi, ha fatto sicuramente la differenza nel successo della serata: in questo senso anche le istituzioni hanno dimostrato di credere fermamente nel ruolo virtuoso di questo tipo di eventi e dell’Istituto Oncologico Romagnolo, tanto che persino il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha voluto essere presente. “Lo IOR è un’esperienza straordinaria, un’eccellenza nazionale non solo in termini della quantità ma della qualità dei percorsi di cura e assistenza che propone in un ambito, come ben sappiamo, molto delicato – ha spiegato – si tratta di una realtà che come Regione Emilia-Romagna abbiamo tutto l’interesse di sostenere non solo oggi ma anche in futuro, affinché anche la medicina possa beneficiare delle nuove tecnologie, delle innovazioni digitali, della robotica a beneficio dei pazienti. Lo IOR è un’esperienza che dimostra come il rapporto tra pubblico e privato possa essere virtuoso e volto al bene comune: questa serata ne è un esempio lampante. Nella nostra Regione questo è un aspetto sicuramente più facile da riscontrare che in altre, anche perché da noi ritengo sia molto radicata la mentalità che la Sanità debba essere al servizio di chiunque e che tutti i cittadini, al di là della loro condizione sociale, abbiano il diritto di essere curati al meglio. Sono molto soddisfatto di ciò che sta facendo lo IOR in questo senso e continueremo a supportare questo splendido lavoro in futuro”.

Gli ha fatto eco anche il “padrone di casa”, il Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca: “Lo IOR è un’istituzione del nostro territorio: la battaglia per la tutela della salute coinvolge l’intera comunità, ma l’Istituto Oncologico Romagnolo è un importante strumento in più in questa lotta di cui non tutti possono disporre. Per questo dobbiamo mostrare vicinanza e gratitudine per l’attività che profonde quotidianamente al servizio di chi soffre. La lotta contro il cancro non si può certo dire vinta: sicuramente guardando a qualche decennio fa, quando siamo partiti praticamente da zero, si può dire che stiamo recuperando velocemente posizioni nei confronti della malattia, ma c’è ancora tanto da fare dal punto di vista della cura non solo per chi riceve una diagnosi di questo tipo ma anche per la qualità di vita successiva alle terapie. Per questo essere presenti e in tanti stasera è sicuramente la risposta migliore, a livello di vicinanza e di consapevolezza del problema: essere qui oggi ci ricorda che il cancro è il tumore è la sfida del nostro secolo ed è quantomai importante vincerla”.

Grande soddisfazione anche per il Presidente IOR, Luca Panzavolta: “Si tratta di una serata importante non solo per noi e per la raccolta fondi a sostegno della lotta contro il cancro ma per ribadire l’importanza della ricerca oncologica, dell’assistenza e della prevenzione. Insieme a tanti amici dal palco del Teatro Verdi stasera rilanciamo un messaggio di speranza ma anche di urgenza: tanti passi avanti sono stati fatti, i tumori sono sempre più curabili o cronicizzabili, ma c’è ancora tanta strada da fare per tutte quelle persone che soffrono di neoplasie che rispondono meno alle cure. Abbiamo deciso di farlo proponendo anche uno spettacolo, “Pensavo Peggio”, che racconta il percorso di malattia di Cristina, paziente oncologica con tumore al seno: un modo diverso e originale che siamo sicuri i partecipanti del Gran Gala avranno apprezzato. Il nostro legame con la città di Cesena è sicuramente speciale: su questo territorio è sorto la nostra nuova struttura, il PRIME Center, che ha già iniziato a fare iniziative di prevenzione e di proposta di percorsi di medicina integrativa per migliorare la qualità di vita di chi si cura in Romagna. Sono già 70 i pazienti seguiti per un totale di circa 500 accessi: una bella mole di attività che puntiamo a intensificare e rendere sempre più strutturata”.

Dopo la cena e gli interventi istituzionali sono saliti sul palco i ballerini di “Pensavo peggio”, spettacolo di danza contemporanea che aveva già fatto registrare il tutto esaurito in vari teatri della Romagna ispirato alla storia di malattia di Cristina Drei. 43 anni, faentina, la sua lotta contro il carcinoma mammario è iniziata a soli 30 anni: un lasso di tempo in cui ha ricevuto ben tre diagnosi diverse. Invece di abbattersi o isolarsi, Cristina ha deciso di trasformare questa esperienza in uno spettacolo carico di emozione ma che lascia anche ampio spazio ad una serie di situazioni paradossali e ricche di ironia: una chicca per tutti coloro che hanno partecipato e hanno potuto ammirare le coreografie del corpo di ballo.