L’evento è gratuito ad ingresso libero

Venerdì 2 dicembre alle ore 17 la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana ospiterà la presentazione dell’opera biografica “Federico Comandini. Una favola vera fra Roma e Cesena” (Il Ponte Vecchio). Insieme all’autore e coordinatore dell’evento Vincenzo Visco Comandini, saranno presenti l’Assessore alla Cultura e Inclusione Carlo Verona, Maurizio Ridolfi, professore dell’Università della Tuscia e il professore Alberto Gagliardo dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena.


Attraverso diari inediti, l’autore racconta nel libro la vita, il carattere e l’attività di Federico Comandini, insieme ai ritratti dei cesenati, spesso raccontati attraverso aneddoti, mettendo in risalto i caratteri tipici dei romagnoli: passione politica, amore per la stramberia, passione per la cucina ed erotismo. Le scene descritte dal diario di Federico, comprese quelle di famiglia, emergono talvolta come ricordi diretti del passato (l’elezione a deputato repubblicano del padre Ubaldo, il fronte della Prima Guerra, il periodo clandestino, la liberazione), in altre dalle testimonianze dello zio Alfredo (giornalista e cultore del Risorgimento, che creò una biblioteca specializzata, oggi fondo della biblioteca Malatestiana), in altre ancora dagli appunti di guerra del nonno Giacomo, sergente garibaldino che partecipò all’impresa dei Mille. Il diario è una lucida descrizione, talvolta ironica, dell’Italia dei primi sessant’anni del Novecento, in cui compaiono, per conoscenza diretta, sia alcuni fra i personaggi più importanti della cultura e della politica – Croce, Puccini, Carducci, Gramsci, De Nicola, Mattei, La Malfa, Nenni, Parri, Chagall – sia figure tipicamente cesenati come Renato Serra, il pittore Sandrino Biagioli, Aldo Casali, Achille Battaglia o i due impresari teatrali Mardòn e Culazzìn del teatro “A. Bonci”.

Federico Comandini è stato un avvocato cesenate, partigiano, parlamentare e membro del Consiglio Superiore della Magistratura, cultore di musica e di arte, legatissimo alla sua città. Militante nei gruppi liberali radicali, più volte è stato perseguitato e ferito dagli squadristi. Ciononostante, è annoverato tra gli animatori di “Giustizia e Libertà” e tra i fondatori del Partito d’Azione, nato appunto, il 4 giugno 1942, nella sua casa romana. Consigliere comunale di Roma per dieci anni (sino al 1956), dalla Liberazione al 1948 è stato anche presidente del Consiglio degli avvocati romani. Dal 1958 al 1963 ha fatto parte del gruppo parlamentare socialista alla Camera. Ha combattuto le sue ultime battaglie, in difesa dei valori democratici e della Resistenza, come membro del Consiglio superiore della Magistratura. L’evento è gratuito ad ingresso libero.