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Una nuova ordinanza, valida fino al 31 ottobre, fissa i comportamenti da tenere per evitare il proliferare dell’insetto

Il Comune di Cesena ha emesso una nuova ordinanza, valida fino al 31 ottobre, per la lotta alla zanzara tigre, che fissa i comportamenti da tenere per evitare il proliferare dell’insetto e che contiene limitazioni e prescrizioni sulla lotta adulticida, anche sulla base delle nuove “Linee Guida regionali”. L’obiettivo è quello di eliminare ogni possibile microfocolaio grazie all’osservanza di alcune disposizioni da parte di tutti. In tale ottica, è ribadita la necessità che i cittadini mettano in atto le misure di prevenzione e di trattamento delle aree di loro competenza, come previsto dall’ordinanza (i trattamenti potranno essere eseguiti negli spazi privati soltanto nel rispetto delle prescrizioni e modalità di esecuzione sancite dalle linee guida). Il Comune inoltre sta procedendo anche quest’anno con un programma di lotta alla zanzara tigre aderente alle indicazioni contenute nel Piano della Regione Emilia-Romagna. 

Secondo quanto stabilito dalle disposizioni in vigore e come indicato sul sito dell’Ente, l’esecuzione di trattamenti adulticidi negli spazi privati dovrà essere comunicata almeno cinque giorni prima del trattamento al Settore Tutela Ambiente e Territorio del Comune di Cesena e al Servizio Igiene Sanità Pubblica del Dipartimento Sanità Pubblica dell’AUSL – Romagna.

Cosa fare? Effettuare i trattamenti preferibilmente con prodotti a base di piretrine naturali nelle ore crepuscolari-notturne; evitare che persone e animali vengano a contatto con l’insetticida irrorato allontanandoli prima di iniziare l’irrorazione, dalla zona del trattamento; chiudere porte e finestre; non direzionare la nube irrorata su alberi da frutta, e non irrorare qualunque essenza floreale, erbacea, arbustiva ed arborea durante il periodo di fioritura, dalla schiusura dei petali alla caduta degli stessi, nonché sulle piante che producono melata; in presenza di apiari nell’area che s’intende trattare o nelle aree limitrofe alla stessa, entro una fascia di rispetto di almeno 300 m, l’apicoltore deve essere avvisato con un congruo anticipo, in modo che possa provvedere a preservarle con le modalità che riterrà più opportune; coprire o lavare dopo il trattamento arredi e suppellettili presenti nel giardino; non irrorare laghetti, vasche e fontane o provvedere alla loro copertura con appositi teli impermeabili prima dell’inizio dell’intervento; evitare la presenza prolungata di persone e animali domestici nell’area trattata per almeno 2 giorni dall’irrorazione; se nell’area sono presenti orti evitare il consumo di frutta e verdura per almeno 3 giorni o quantomeno se ne consiglia un accurato lavaggio prima del loro consumo.