Riportiamo le parole del Sindaco di Cesena

“Un nuovo ospedale all’avanguardia che risponda alle esigenze dell’intera comunità, che valorizzi i professionisti che vi lavorano e che rispetti la lezione utile fornita dall’emergenza sanitaria ancora in corso. Lo ha chiarito il Sindaco Enzo Lattuca incontrando nella mattinata di giovedì i vertici dell’AUSL della Romagna, insieme ai medici, agli infermieri e agli operatori sociosanitari che nel corso di questi mesi hanno lavorato in prima linea per contrastare la diffusione del contagio del COVID-19 sul territorio. Guardando a una prospettiva di miglioramento e di innalzamento del livello assistenziale, occorre dunque una riflessione più ampia e diversa rispetto alla normale “programmazione” della costruzione di un nuovo ospedale a Cesena, della sua funzione e della sua organizzazione.”


“Sono stati mesi difficilissimi – ha commentato il Sindaco – per voi e anche per noi che abbiamo dovuto gestire questa emergenza dal punto di vista politico, economico, sociale e non meno umano. Noi non eravamo al fronte, abbiamo fatto da “ufficiali di collegamento” cercando di supportare chi stava combattendo realmente e in prima persona. Per questo voglio ringraziarvi: è un orgoglio avere la consapevolezza di poter contare su un sistema sanitario composto da uomini e donne che in pochissimo tempo sono stati in grado di gestire l’emergenza sull’intero territorio e senza nemmeno avere chiara la reale natura del virus, senza interrompere le cure ordinarie e tutte le altre attività altrettanto essenziali svolte all’interno di questo Ospedale. Questo vostro sforzo ci ha fornito la consapevolezza più importante di ciò che rappresenta la salute e di ciò che rappresenta per un Paese un sistema sanitario capace di rispondere ai bisogni di tutti. Gli stessi decisori politici avevano perso questa consapevolezza e i tagli alla spesa pubblica applicati negli ultimi anni lo hanno dimostrato. Oggi però possiamo dirci soddisfatti per quello che è stato fatto. È importante investire in sanità nelle strutture e nel personale. Negli scorsi giorni ho incontrato una rappresentanza degli oltre 10 mila laureati abilitati all’esercizio della professione medica in attesa di accedere alle scuole di specializzazione. Al di là della misura dell’abilitazione automatica, su questioni di questa natura si deve pretendere un cambio di passo anche con modalità innovative. L’ultima consapevolezza che abbiamo maturato è la necessità di integrare l’ospedale e il territorio. Nel corso di queste settimane tutti abbiamo visto il lavoro di avanguardia svolto da parte del settore territoriale dell’Ausl ed in particolare dal dipartimento di igiene pubblica, che ha evitato che in questo luogo avvenisse quello che si è verificato altrove, ovvero un afflusso senza filtro, senza misure di prevenzione, che ha mandato in tilt i reparti esistenti e quelli impostati nel corso delle settimane. Anche su questo – ha proseguito il Sindaco – credo ci debba essere coraggio nel rivoluzionare l’approccio anche in merito alla progettazione del nuovo, provando anche a ripensare il percorso di formazione e la funzione dei medici di medicina generale.

Per valorizzare il nuovo presidio dovremo tenere conto di tutti questi elementi. Di fronte a noi abbiamo una grande opportunità: il Paese, nel suo complesso, ha gli elementi sia di consapevolezza sia di disponibilità finanziaria per farlo e, se il contesto è questo, Cesena può contare sulle condizioni utili a renderla protagonista di questo rilancio. Sono convinto che proprio da questi mesi, che sono quelli che vedranno l’avvio della progettazione dal punto di vista edilizio, architettonico e ingegneristico, troveremo una modalità di coinvolgimento della comunità e dei professionisti di questa Azienda, per definire i contenuti del nuovo ospedale. Lo scorso anno lo sostenevo non sapendo quale sarebbe stato il momento, oggi sappiamo che il momento è arrivato. È vero, la stanchezza accumulata c’è, ma vedo anche la voglia e la necessità di ripartire con gli occhi al futuro.

Per quello che sarà il mio ruolo nel concorrere alla realizzazione del nuovo ospedale io credo che abbiamo un vantaggio che è quello di sapere quella che è la vocazione del Bufalini di oggi e lo sarà anche per quello di domani. La specializzazione sulle patologie tempo dipendenti ha senso che sia collocata a Cesena, per una questione geografica oltre che di esperienze maturate nei decenni. Si potranno riproporre conflitti o scontri tra territori su dove concentrare le singole specialità. Se lo sguardo di tutti è quello di guardare a una prospettiva di miglioramento e innalzamento del livello assistenziale, le divisione verranno superate. Allo stesso tempo dobbiamo ritrovare una logica nella garanzia delle prestazioni essenziali e generaliste in prossimità delle persone.

È un momento importante di passaggio per l’organizzazione sanitaria e anche per la nostra Azienda sanitaria perché si chiude un ciclo importante che ha determinato l’integrazione delle 4 Aziende preesistenti. Molti degli importanti risultati raggiunti non avremmo potuto neppure immaginarli se non fosse esistita l’Azienda Unica della Romagna. Ora è il momento del rilancio, in cui si torna a guardare lontano con il coraggio di andare oltre equilibri troppo spesso legati all’aritmetica e con la determinazione che deve avere chi guida un’azienda importante come questa a valorizzare l’impegno e la dedizione di tutti i professionisti che lavorano in questa Azienda. È anche un’opportunità per ristabilire un clima diverso, più sereno. Siamo usciti non solo da un’emergenza sanitaria ma anche da una fase difficile, che era quella della creazione di questa azienda. Ora i tempi sono quelli giusti per portare a maturazione il progetto. In questo subentra l’impegno di noi Amministratori e non meno della Regione Emilia-Romagna che con investimenti e con un finanziamento procapite deve riconoscere il grande sforzo organizzativo e la validità di questo progetto. È infatti importante che non si ripeta la tendenza che ha caratterizzato gli ultimi anni, creando un divario significativo nel finanziamento della sanità tra le diverse parti della Regione. Questa battaglia – ha concluso il Sindaco –  la porteremo avanti, non per ragioni di rivalità, ma perché siamo convinti che anche la componente di fatica che c’è stata nel costruire questa azienda vada riconosciuta e premiata. Il miglior modo per premiarla è riconoscere il grande lavoro che è stato fatto ed affidare il futuro alle migliori competenze che ci sono oggi a disposizione.