A Savignano sulla facciata del Municipio una gigantografia “in rosa” dal fondo fotografico di Marco Pesaresi

In occasione della Festa della Donna 2018 la Fondazione Tito Balestra Onlus riserverà l’ingresso gratuito da giovedì 8 marzo fino a sabato 10 marzo a tutte le donne che vorranno cogliere l’occasione di visitare la collezione e, in anteprima, la mostra antologica “Bonjour Mino Maccari, una selezione di 35 opere della collezione dell’amico poeta Tito Balestra per ricordare il 120° anniversario dalla nascita dell’artista” a cura di Flaminio Balestra.

La mostra comprende 35 opere datate 1945 – 1976, tra le quali olii, carboncini, pastelli e acquerelli ed è corredata da immagini e materiali audiovisivi.
La selezione ripercorre gli anni romani del pittore, quando conobbe il poeta Tito Balestra e strinse con lui un solido rapporto di amicizia.
La mostra temporanea “Bonjour Mino Maccari” rimarrà aperta fino a domenica 8 aprile 2018.

 

Otto marzo, “Gatteo lectures” dedicata all’empatia femminile

Al centro c’è “Il talento femminile per l’empatia”: in occasione della Giornata internazionale della donna, giovedì 8 marzo, Gatteo dedica il terzo appuntamento con le “Gatteo lectures” di Roberto Mercadini alla figura femminile, e in particolar modo alla sua capacità di entrare in sintonia con gli stati d’animo altrui. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, info 0541 932377.

 

Savignano dà voce alle donne scegliendo il linguaggio della fotografia

Savignano sul Rubicone sceglie il linguaggio della fotografia a dare voce al mondo femminile in un’iniziativa congiunta tra assessorato alla Cultura, Teatro Moderno e Savignano Immagini, che utilizza la fotografia come mezzo espressivo declinato in più modalità per “raccontare” le donne. Comune e Savignano Immagini hanno scelto una grande fotografia di Marco Pesaresi – di cui Savignano detiene l’intero archivio – che ritrae una giovane donna di spalle come immagine rappresentativa del cartellone di iniziative. Ma non solo: la stessa immagine già da qualche giorno è sotto gli occhi dei savignanesi – e lo sarà per l’intero mese di marzo – grazie al maxi banner lungo oltre 3 metri esposto sulla facciata del palazzo comunale. Si tratta di uno scatto che Pesaresi ha immortalato a Madrid, nell’ambito della sua indagine “Underground”, una ricognizione, in dieci diverse città del mondo, sulla vita delle metropolitane. La giovane donna, nel corridoio della metro, guarda un cartellone pubblicitario che invita a “darte una vuelta“: un invito a cambiare le cose, un’esortazione a prendere in mano il proprio destino e non rimanere fermi a guardare. 

 

E proprio di fotografia come mezzo per documentare e indagare il mondo parla Monika Bulaj, la fotoreporter polacca che giovedì 2 marzo ha stregato il pubblico del teatro Moderno con il suo performing reportage “Dove gli dei si parlano” realizzato in occasione del Festival della letteratura di Mantova. Una serata di appassionata narrazione al femminile che ha fatto da ouverture proprio al mese che Savignano dedica alle donne, raccontando per voce di una donna gli esseri umani alla ricerca ostinata del sacro anche nei luoghi più infelici della Terra.

 

Infine, ancora donne e fotografia nella ricerca che la fotografa e documentarista bolognese Patrizia Pulga presenterà giovedì 8 marzo in sala Allende (ore 20.45) insieme a Beatrice Lontani. Il suo libro “Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere” (Bologna, Pendragon, 2017) è infatti il primo censimento mai realizzato delle autrici “dietro alla macchina”: oltre duemilatrecento profili di fotografe di tutto il mondo, suddivisi per provenienza geografica e inseriti all’interno dei movimenti culturali e delle correnti che hanno percorso la storia degli ultimi due secoli.

 

Pulga ha infatti raccolto e catalogato, in un testo che è al contempo saggio e dizionario, i percorsi umani e professionali delle donne che stanno “dietro” alle immagini. Accanto a figure riconosciute come Julia Margaret Cameron (1815-1879), maestra del pittorialismo e del ritratto artistico ai primordi della fotografia, si scoprono “madri” ancora precedenti, così come celebri professioniste di tempi più recenti.