“Gli organizzatori avevano due opzioni, e invece hanno scelto di cancellare l’evento”

“Abbiamo appreso dell’annullamento dell’iniziativa denominata ‘Silent Party’, che avrebbe dovuto svolgersi nella serata di venerdì 21 luglio, e del fatto che gli organizzatori spiegano la cancellazione dell’evento muovendo una serie di rilievi al Comune di Cesena.

Ci dispiace di questa cancellazione, perché ogni evento che contribuisce ad animare la città e a coinvolgere i giovani rappresenta un’occasione positiva. Detto questo, occorre ribadire che ci sono regole da rispettare e procedure che vanno seguite e che richiedono tempi di istruttoria ben precisi.

 

Capiamo che tutto ciò possa apparire complesso, specialmente per chi non lo fa abitualmente. Ma è bene ricordare che l’applicazione di queste misure è, prima di tutto, indispensabile garanzia per gli organizzatori e i partecipanti. Da parte della struttura comunale c’è, in genere, disponibilità a collaborare per la soluzione degli aspetti critici, ma questo non significa passare completamente sopra le regole esistenti.

 

Nel caso specifico, ci risulta che nei mesi scorsi ci siano stati molteplici contatti con il Comune e con Zona A per individuare le modalità più idonee di svolgimento della manifestazione, e anche ieri si è svolto un incontro fra gli organizzatori del Silent Party e i funzionari comunali  per cercare di risolvere un aspetto indispensabile relativo all’impatto sonoro.  Potrà sembrare strano, ma anche un evento come il Silent Party (per definizione silenzioso) in realtà produce rumore (in particolare, le voci dei partecipanti, che certo non rimangono muti per tutta la sera).

Due le possibili soluzioni proposte. La prima era di presentare un’autocertificazione con cui gli organizzatori attestavano che l’evento avrebbe prodotto rumori al di sotto della soglia di decibel ammessa. La seconda era di far terminare il Silent Party alle ore 24, come avviene ormai da tempo per le manifestazioni previste in centro storico, in modo da contemperare le legittime richieste di animazione, che contribuiscono a rendere più attrattivo questo spazio, e le altrettanto legittime esigenze di tranquillità dei residenti. Con il ‘coprifuoco’ delle 24, infatti, è stato possibile raggiungere un punto di equilibrio prezioso quanto delicato, che ci preme preservare.

Gli organizzatori, però, hanno scelto di non accettare nessuna delle due possibilità, preferendo invece annullare l’evento.

 

Non entriamo nel merito di questa decisione. Crediamo però che chiunque organizzi eventi – e a maggior ragione chi lo fa di professione – debba essere consapevole che ci sono regole da rispettare e procedure da seguire. Regole e procedure che gli organizzatori del Silent Party avrebbero dovuto conoscere, visto che hanno già promosso altre manifestazioni, come la corsa Be Color.   “