La nuova gestione è stata affidata alla forlivese ChiccheCaffè

E’ stata inaugurtaa ufficialmente la Locanda del Poeta, così come si chiama la nuova gestione del ristorante all’interno del parco di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli. Un luogo ricco di storia, allora conosciuto con il nome de La Torre, che fu casa della famiglia Pascoli; Giovanni nacque all’interno di quelle stanze, e lì scrisse il suo componimento più famoso, ovvero “La Cavalla Storna”, a ricordare l’uccisione del padre, che del possedimento era amministratore per conto dei Torlonia.

 

La nuova gestione è stata affidata a ChiccheCaffè, azienda forlivese che da anni si muove nel campo della ristorazione e che ha vinto il bando istituito dal Comune di San Mauro Pascoli. La Locanda del Poeta è aperta da febbraio, e questi primi mesi di lavoro sono serviti per verificare la qualità degli ingredienti, e quindi dei piatti; e anche la destinazione delle sale, con particolare attenzione a quella Nocciola, che sarà destinata anche all’esposizione delle opere di giovani artisti del territorio.

 

Il rinnovamento dei locali è stato totale, così come grande attenzione viene dedicata alla parte esterna, che sarà il fulcro dell’inaugurazione con un originale allestimento. E con due ospiti di eccezione ad accogliere tutti gli intervenuti, ovvero Giovanni Pascoli e la sorella prediletta Mariù, interpretati da due attori. Oltre ad un cadeau per i presenti (fino ad esaurimento scorte) e musica dal vivo, con i Bronze Bananas.

 

La Torre è situata all’estremo limite di San Mauro, al centro di quelli che furono i possedimenti rurali di proprietà dei Torlonia, un tempo amministrati dal padre di Giovanni Pascoli.

 

Nel 1974 il ministero della pubblica istruzione ha dichiarato il manufatto di particolare interesse storico, sottoponendolo a tutela, come caratteristico (e ormai raro) esempio di villa romagnola del XVII/XVIII secolo “… per il singolare impianto planimetrico della costruzione principale, lo splendido portone settecentesco… e la torre che sottolinea l’ingresso principale del complesso…”.

 

Ai lati dell’edificio principale, sporgenti in avanti, due costruzioni minori: l’una serviva come abitazione del fattore (della famiglia Pascoli dal 1862 al 1867), come magazzino e ricovero per gli attrezzi; l’altra, sul lato opposto, è una chiesetta ottocentesca, rimasta intatta, dove ancora si celebrano Messe; nella parte posteriore, le scuderie e le stalle.

 

Sulla figura del poeta la nuova gestione ha imperniato le sale ed anche le tre camere da letto; come la principale è per i genitori di Giovanni Pascoli, così tutti gli ambienti portano il nome di uno tra i numerosi fratelli e sorelle. Questo è stato possibile attraverso una attenta ricostruzione storica della vita del Pascoli, sostenuta in maniera imprescindibile dal Museo Casa Pascoli. Ciascuna sala è stata corredata da un colore, un arredamento ed anche un profumo differente, ad accompagnare un menu in cui tutti i piatti sono il risultato di una esecuzione attenta e sempre originale. Ma soprattutto, ogni portata è creata con prodotti principalmente a km 0, del territorio, seguendo la stagionalità, con un menu che cambia quindi ogni tre mesi circa.

 

Chi era Giovanni Pascoli?

Giovanni Pascoli è stato uno tra gli autori più importanti dell’intera letteratura italiana.

Nasce a San Mauro il 31 dicembre del 1855. Suo padre lavorava come amministratore nella tenuta La Torre, dei principi Torlonia, luogo in cui viveva tutta la famiglia.

Nel 1867, il 10 agosto, l’assassinio del padre, di cui nulla si è mai saputo, interrompe bruscamente un’infanzia nel complesso serena. E’ allievo del Carducci, e proprio su sollecitazione di quest’ultimo, riprende gli studi e nel 1882 si laurea con una tesi sul poeta greco Alceo. Enorme la sua produzione poetica, in cui spesso canta la Romagna, i suoi vini, i suoi cibi. Da ricordare, tra le poesie in italiano, le raccolte “Myricae” ed i “Canti di Castelvecchio”.

Il 6 aprile 1912 muore a Bologna.