Impresa sportiva e solidale all’Argentario: la staffetta romagnola conquista il podio per l’Hospice di Forlì
22 chilometri a nuoto in mare aperto da Porto Ercole a Porto Santo Stefano per sostenere la rete delle cure palliative
I colori della Romagna e l'impegno per le cure palliative brillano nelle acque dell'Argentario. Nella giornata di lunedì 10 agosto, la formazione composta da Carla Rosetti, Stefano Landi, Fabio Baldisserri e Sandra Zoffoli ha preso parte alla celebre traversata benefica in acque libere "Da Porto a Porto".
I quattro nuotatori hanno portato a termine un tragitto di ben 22 chilometri in mare aperto, partendo da Porto Ercole per raggiungere Porto Santo Stefano. Al termine di una prova impegnativa, il team romagnolo ha conquistato un brillante terzo posto finale, gareggiando come testimonial dell'Associazione Amici dell'Hospice di Forlì.
Oltre al valore della prestazione atletica, l'iniziativa ha permesso di puntare i riflettori sull'attività svolta dal sodalizio forlivese. La manifestazione "Da Porto a Porto" rappresenta da anni un punto di riferimento per il nuoto di fondo legato alla beneficenza, capace di raccogliere e devolvere nel tempo oltre 750.000 euro in favore dei pazienti affetti da patologie oncologiche e dei loro nuclei familiari.
La metafora dell'avvicendamento in acqua rispecchia da vicino lo spirito del lavoro quotidiano svolto nell'ambito della malattia: in una staffetta ciascun atleta deve poter fare affidamento sui compagni nei momenti di fatica, esattamente come chi affronta un percorso di cura necessita di una rete di supporto per non rimanere isolato.
Fondata nel 2002, l'Associazione Amici dell'Hospice di Forlì opera al servizio della Rete delle Cure Palliative del territorio romagnolo garantendo un'assistenza integrata e personalizzata che pone al centro l'individuo e i suoi cari. Le attività promosse spaziano dal contenimento del dolore al supporto psicologico, fino alla fisioterapia oncologica, alla musicoterapia e alle cure domiciliari continue. Il risultato ottenuto in Toscana unisce così il traguardo agonistico alla sensibilizzazione sociale a favore delle persone più fragili.