Forlì non dimentica: omaggio al cippo di Pievequinta a 82 anni dall’eccidio

Il Comitato di Quartiere e l'Amministrazione comunale ricordano i dieci martiri della barbarie nazifascista

Nemmeno il maltempo ha fermato il dovere del ricordo. Nella mattinata di domenica 26 luglio 2026, la comunità si è stretta attorno al monumento di via del Cippo, all'incrocio con via Cervese, per rendere omaggio alle vittime della tragedia consumatasi nell'estate del 1944. Un momento di profonda commozione sfociato nella deposizione di una corona commemorativa e in un minuto di raccoglimento per non dimenticare il sacrificio di dieci innocenti.

Alla cerimonia hanno preso parte il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e una delegazione del Comitato di Quartiere guidata dal coordinatore Franco Bagnara e da Luigi Lelli. Tra i presenti figurava anche Nadia Bagnoli, autrice del volume "Oltre il mio nome", opera che ha ricostruito con estrema precisione i dettagli storici di quella drammatica pagina cittadina.

I nomi dei dieci uomini fucilati dai nazifascisti il 26 luglio 1944 restano scolpiti nella memoria collettiva: Don Francesco Babini, Riziero Bartolini, Alfredo Cavina, Antonio Lucchini, Biagio Molina, William Pallanti, Edgardo Ridolfi, Mario Romeo, Antonio Zoli e Luigi Zoli. Durante la commemorazione, il pensiero dei presenti si è allargato a tutte le vittime dei conflitti di ieri e di oggi, oltre che alle sofferenze patite dalle famiglie e dall'intera comunità.

Il coordinatore Franco Bagnara ha ribadito la centralità di queste iniziative per mantenere viva la memoria storica, rimarcando il valore della collaborazione costante tra il Comune e la realtà di quartiere. Un concetto ripreso e rafforzato dalle parole del vicesindaco Bongiorno, che ha espresso profonda gratitudine verso il Comitato per il costante impegno sul territorio. Bongiorno ha ricordato come, davanti a quel cippo, si debba avvertire forte la responsabilità di orientare ogni azione quotidiana verso la libertà, l'uguaglianza e il rispetto reciproco, sottolineando che odio e prevaricazione sono pericoli sempre latenti che richiedono un'attenzione costante per garantire una pacifica convivenza.

A perenne monito per le generazioni future resta l'iscrizione incisa sul memoriale di via del Cippo, che recita: “Qui al di sopra delle bandiere, delle razze, delle fedi, affratellati dalla morte, caddero perché la libertà patrimonio degli uomini e dei popoli illuminasse il volto rinnovato della Patria”.