Festival Rodari da record: oltre 7mila presenze e una città accesa dalla fantasia
Successo per l’edizione 2026 di “IN–VISIBILE”. Casara: “Un progetto che unisce scuole, giovani e cultura, già al lavoro per il 2027”
Si chiude con numeri da record e una partecipazione diffusa in tutta la città la terza edizione del Festival dedicato a Gianni Rodari, che ha trasformato Forlì in un laboratorio creativo a cielo aperto. Oltre 7mila le presenze complessive e più di 2.300 gli studenti coinvolti in un percorso che ha unito scuole, associazioni e istituzioni nel segno dell’immaginazione.
Per tre giorni la Fabbrica delle Candele è diventata il cuore pulsante del Festival “IN–VISIBILE”, filo conduttore dell’edizione 2026, capace di mettere in dialogo il pensiero di Rodari con quello di Italo Calvino. Un tema che ha guidato mesi di laboratori e attività, trasformando idee ed emozioni in spettacoli, mostre, performance e momenti di condivisione aperti alla cittadinanza.
«I numeri di questa edizione confermano la crescita del Festival e la sua capacità di coinvolgere in modo sempre più ampio la città», sottolinea l’assessore Paola Casara. «Gli oltre 2.300 studenti coinvolti e le più di 7.000 presenze testimoniano la forza di un progetto condiviso tra scuole, associazioni e istituzioni».
Il percorso ha preso forma nei mesi precedenti con laboratori di teatro, musica, cinema, arti visive, lettura espressiva e scrittura creativa, culminati nelle giornate finali con un programma ricco e partecipato. Spazio anche a momenti di approfondimento, come l’incontro con la fotografa Silvia Camporesi al Liceo Morgagni.
«Il lavoro di rete tra scuole, associazioni e realtà culturali ha reso possibile un programma diffuso e partecipato», evidenzia Rossella Ibba, dirigente comunale, parlando di un modello capace di valorizzare le energie educative del territorio.
Al centro dell’esperienza, il valore del percorso creativo condiviso. «La parola “in-visibile” ha acceso immaginazione e linguaggi diversi», spiega la coordinatrice Francesca Fantini. «Durante il Festival tutto questo è diventato esperienza concreta, grazie al contributo di studenti, docenti e comunità».
Un successo che guarda già avanti. «Lo sguardo è rivolto al futuro, alla prossima edizione», conclude Casara, «per continuare a far crescere uno spazio in cui la fantasia diventa incontro e crescita comune».