Riportiamo l’analisi dei dati

L’analisi dei dati registrati dagli operatori e dai volontari del centro d’ascolto Buon Pastore e dei
centri d’ascolto parrocchiali della Caritas Diocesana Forlì-Bertinoro ha rilevato una diminuzione
del 28% del numero totale delle persone che hanno avuto accesso ai servizi Caritas durante tutto il 2019 Sono infatti 2440 gli utenti registrati dai CDA, tale diminuzione potrebbe essere spiegata sia come effetto dell’applicazione della Legge 1 dicembre 2018 n. 132 (precedentemente Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione) e del DL 53/2019 (Decreto Legge Sicurezza Bis), che hanno comportato una netta diminuzione degli arrivi di cittadini stranieri su tutto il territorio nazionale e la chiusura dei porti alle navi che si occupano di soccorso in mare, sia con l’applicazione della misura di integrazione al reddito denominata Reddito di Cittadinanza (DL N.4 28 gennaio 2019) pensata con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche e lavorative delle persone in stato di difficoltà.
Resta, tuttavia, un dato particolarmente elevato che va a confermare una condizione di disagio
socio-economico marcatamente presente nel nostro territorio. Questo è maggiormente
constatabile se si prende in considerazione il numero totale dei beneficiari che è ricavato dal totale degli utenti sommato al numero dei familiari conviventi e che per il 2019 è pari a 5516 beneficiari che direttamente e indirettamente hanno usufruito di un qualche servizio Caritas.
Di questi la fascia d’età più colpita risulta essere quella degli adulti dai 35 ai 64 anni, si tratta di
persone che hanno perso il lavoro e faticano a trovarne un altro. Padri e madri di famiglia che, non godendo di alcuna pensione sociale o di anzianità lavorativa, non riescono a coprire le tante spese familiari, dall’acquisto dei prodotti alimentari al pagamento dell’affitto, dall’acquisto dei libri scolastici al mantenimento delle utenze casalinghe. Al secondo posto troviamo i minori (0-17) che costituiscono il dato più allarmante rappresentando il 28% dei beneficiari. I bambini e gli adolescenti sono, infatti, i soggetti a maggior rischio povertà non solo economica ma anche educativa. Come affermato nell’ultimo rapporto sulle povertà pubblicato da Caritas Italiana, “ci si chiede se le deprivazioni sperimentate da bambini segneranno e soprattutto penalizzeranno il loro futuro sul piano economico e socio educativo”. L’intervento da realizzare scende allora nel piano più profondo della socializzazione primaria e secondaria. Un intervento da fare insieme ai genitori e agli educatori, che possa gettare le basi per la costruzione di un bagaglio culturale in grado di prevenire e fronteggiare situazioni di fragilità. Al terzo posto troviamo i giovani dai 18 ai 34 anni (23%) colpiti da una maggiore precarietà lavorativa che non consente di raggiungere una stabilità economica.


L’aumento esponenziale dei tirocini extracurriculari, cioè non legati a un percorso di studi,
accentua tale precarietà. La nuova Legge Regionale per la disciplina dei tirocini formativi (Legge
Regionale 4 marzo 2019, n.1) prevede una durata massima di 6 mesi per tutti i tirocini, per quelli rivolti a persone in condizione di svantaggio si conferma la durata di 12 mesi.
L’indennità minima per tutti i tirocini è di 450 euro mensili a fronte di un monte ore lavorativo di 40 ore a settimana. A un aumento del numero di stagisti non corrisponde però un aumento delle assunzioni, bensì un maggior turnover di tirocinanti. Ne consegue che i giovani collezionino tirocini in settori lavorativi diversi senza riuscire a ottenere alcuna regolarizzazione contrattuale. Sono 1207 i nuclei familiari che hanno chiesto aiuto ai CDA della Caritas Diocesana (24 centri di ascolto parrocchiali, più il centro d’ascolto diocesano Buon Pastore), si tratta per il 67% di famiglie di origine straniera al cui interno, molto spesso, è solo l’uomo a svolgere un’attività lavorativa mentre la donna è dedita alla cura della casa e all’educazione dei figli. Il 2019 è stato anche l’anno delle accoglienze di madri sole con figli, il numero delle donne accolte è infatti raddoppiato rispetto al 2018, passando da 22 a 44 donne.
Le accoglienze residenziali, la cosiddetta seconda accoglienza Caritas, ha visto invece una lieve
diminuzione nel numero delle persone accolte. Se nel 2018 si è registrato un maggior turnover di persone, nel 2019 sono state accolte meno persone ma per periodi più lunghi.
Dall’ascolto delle persone che si rivolgono alla Caritas emerge chiaramente che la povertà è una
condizione sempre più caratterizzata da una molteplicità di bisogni e di situazioni. Il bisogno di
tipo economico, rappresentante il motivo principale per cui la totalità degli utenti si è rivolta alla Caritas nel 2019, è certamente aggravato da uno stato di disoccupazione che si protrae per anni e aumenta con l’avanzare dell’età.

Nelle persone italiane la mancanza di lavoro o la precarietà lavorativa si trova al primo posto della scala dei bisogni. Seguono le problematiche di tipo familiare caratterizzate da un aumento esponenziale della conflittualità tra parenti e al terzo posto vi troviamo le problematiche di tipo abitativo dovute soprattutto alla non regolarità nei pagamenti e ai conseguenti sfratti.
Per i cittadini di origine straniera la scala dei bisogni vede invece al primo posto le problematiche legate al reperimento di una soluzione abitativa, seguite dai bisogni di tipo lavorativo e al terzo posto le problematiche legate alla condizione di immigrato: mancanza del permesso di soggiorno; ricorrenti in attesa di decisione del Tribunale in merito alla domanda di Protezione Internazionale; mancanza di una rete di connazionali sul territorio.
Infine grazie al lavoro costante e prezioso di tutti gli operatori e i volontari dei CDA parrocchiali e del CDA diocesano Buon Pastore il 2019 ha registrato un totale di 48.750 pasti erogati dalla mensa Buon Pastore e dalla mensa San Francesco (31.650 pasti serali erogati dalla mensa Buon Pastore – 17.100 pasti erogati dalla mensa San Francesco,) e 30.552 pacchi viveri consegnati.
Per ulteriori approfondimenti è possibile inviare una mail a [email protected] oppure
telefonare al 0543 30299 dalle 9:00 alle 12:00 e chiedere di Sabrina Mungari.