Riportiamo gli interventi

  • La nota dei consiglieri comunali di Forlì e Co. sul regolamento per l’accesso ai buoni spesa 

“Fra gli effetti dell’emergenza provocata dal Coronavirus c’è una gravissima crisi economica che ha ha avuto pesanti ripercussioni occupazionali e sociali, gettando nell’indigenza migliaia di famiglie. Per rispondere a questa drammatica situazione, il Governo ha introdotto l’importante misura dello stanziamento di buoni-spesa per sovvenire le persone che si trovano in difficoltà a soddisfare i bisogni primari come l’acquisto di cibo, delegando ai comuni l’applicazione del provvedimento. Si tratta, come é evidente, di un provvedimento di emergenza, indispensabile a garantire la sopravvivenza stessa delle persone cui è indirizzato.
Eppure, la Giunta di Forlì, a sempre più smaccata trazione leghista, non ha mancato di provare a sfruttare per i propri fini propagandistici anche un intervento così essenziale. Nella stesura del regolamento dei buoni-spesa è stato infatti inserita una clausola che escludeva dall’accesso i migranti domiciliati a Forlì con permesso di soggiorno di durata inferiore ad un anno, benché fosse chiaro che si trattava di una decisione illegittima sotto il profilo giuridico. Quando poi i ripetuti pronunciamenti della magistratura, che hanno sancito come l’unico requisito di accesso ai buoni-spesa debba essere il maggior bisogno, e la diffusa mobilitazione sociale, sindacale e delle forze politiche di opposizione hanno chiarito l’insostenibilità dell’esclusione decretata, l’Amministrazione ha fatto una precipitosa marcia-indietro. Pur continuando a dichiarare pubblicamente di non avere intenzione di cambiare il regolamento, di fatto, la Giunta ha eliminato la precedente limitazione imposta ai migranti. Tuttavia, in modo contorto e bizantino, i nostri amministratori hanno cercato di far rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta, limitando al 10% dei fondi totali la quota di buoni-spesa destinati a questo gruppo sociale, nella sottintesa speranza che tale importo basti a soddisfare tutte le richieste e si eviti l’impugnazione di un atto che, in quel passaggio, mantiene comunque profili di illegittimità. In definitiva, sui buoni-spesa è andata in scena una vicenda grottesca, purtroppo giocata sui bisogni primari delle persone. Riteniamo importante che la mobilitazione sociale e politica della città abbia costretto l’Amministrazione a un sostanziale passo indietro, ma censuriamo la pervicacia della Giunta nello sfruttare ogni atto amministrativo come occasione di propaganda, particolarmente becera in questo caso visto che si tratta di aiutare persone che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.”

  • La replica del Sindaco

“È direttamente il Sindaco Gian Luca Zattini a rispondere alla nota del gruppo consiliare di minoranza sulla seconda tranche dei buoni spesa.” 

“Vorrei dire di essere esterrefatto dalle dichiarazioni dei consiglieri di Forlì & Co sulle modalità di erogazione dei buoni spesa ma la loro vena polemica tradisce, come sempre, l’assoluta mancanza di argomentazioni e di proposte politiche concrete e funzionali all’interesse collettivo. La strumentalizzazione ideologica di queste persone non ci appartiene perché, al contrario di chi ci critica per partito preso, preferiamo lavorare e dare risposte concrete a questa città e a tutti quei forlivesi che – soprattutto in questa fase – versano in condizioni di criticità economica. È proprio con questo spirito che i nostri servizi e l’Assessore Rosaria Tassinari hanno lavorato con attenzione alla definizione dei criteri di accesso per l’erogazione dei buoni spesa. Il nuovo bando” – spiega Zattini – “è frutto non solo di uno sforzo economico eccezionale da parte di questa Amministrazione che ha stanziato 350mila euro di risorse proprie per risolvere situazioni di emergenza alimentare, ma è il prodotto di un monitoraggio capillare dei beneficiari del primo avviso e delle richieste pervenuteci nelle scorse settimane. Come per la prima tranche, il nostro obiettivo è soddisfare le esigenze e le domande di tutti, nessuno escluso. Non lasceremo indietro nessun potenziale beneficiario perché, a monte del nostro provvedimento, c’è la volontà di fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare i cittadini in situazioni di sofferenza economica, non certo di alimentare sterili polemiche.”

  • La risposta dei consiglieri comunali di Forlì e Co. 

“Il Sindaco Zattini, come ogni volta in cui si trova in difficoltà e manca di argomenti, invece di rispondere nel merito, cerca di buttarla in polemica sterile. Ma i fatti parlano chiaramente. Il primo regolamento approvato dal Comune sui buoni-spesa riportava fra le condizioni di accesso la seguente: “sono ammissibili a contributo gli stranieri titolari della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno”. Era inoltre previsto che i beneficiari dovessero avere la residenza anagrafica nel Comune di Forlì. Nel bando di maggio, per accedere ai Buoni-spesa è invece sufficiente il solo domicilio, mentre fra i requisiti per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea è indicato solamente il possesso di “permesso di soggiorno o carta di soggiorno”, senza riferimenti temporali rispetto alla loro durata. Regolamenti alla mano, chiunque può verificare il dietro-front della Giunta, malamente coperto dai soliti toni aggressivi e propagandistici e dagli attacchi scomposti all’opposizione. Leggiamo che ora Zattini afferma che è necessario impegnarsi per non lasciare nessuno indietro e per aiutare tutti. E’ esattamente quello che noi abbiamo chiesto in tutte le sedi dall’inizio di questa emergenza e ciò per cui ci stiamo battendo con determinazione da oltre due mesi a questa parte. Peccato che la Giunta in salsa leghista abbia dapprima cercato di fare l’esatto contrario, usando anche questa misura di emergenza come arma di becera propaganda e strumento di divisione e discriminazione, salvo poi fare una precipitosa marcia indietro una volta fattosi evidente che quello approvato era un atto amministrativo illegittimo, destinato inevitabilmente ad essere cassato in giudizio.”