“Se in una struttura per anziani improvvisamente in un giorno esplode una epidemia con 28 ospiti positivi al virus, penso che per una città come Forlì – e in particolare per i suoi organi amministrativi: sindaco, giunta e consiglio comunale, maggioranza e opposizione – non ci possa essere altra priorità che occuparsi di questo e più in generale dell’epidemia con cui stiamo combattendo. Alla casa di riposo “Pietro Zangheri” sono stati rilevati ben 28 casi di positività al Covid-19: un fatto allarmare che deve portare tutti i cercare prima di tutto le soluzioni, senza polemiche. Ci sarà tempo e modo in futuro per fare analisi su ciò che è successo e – per chi è interessato a farlo – per ricercare eventuali responsabilità”. Lo afferma il deputato Marco Di Maio a proposito della diffusione dell’epidemia sul territorio forlivese. 
“Ora, però, bisogna stare vicini agli ospiti della struttura, alle loro famiglie (legittimamente molto preoccupate), al personale che ci lavora (in giustificato allarme e tensione) e a chi ha il compito di dirigere la struttura. La “Zangheri” è un’istituzione benemerita della città, ricca di storia e che è stata ed è riferimento per migliaia di famiglie – afferma -. Deve continuare ad esserlo a beneficio degli anziani che ci vivono e delle persone che vi lavorano. Per questo occorre al più presto completare i rilievi per verificare l’eventuale presenza di altri contagiati; dotare il personale dipendente – che sta lavorando con dedizione e senza risparmio – dei doverosi strumenti di protezione, che risultano insufficienti (anche se stamattina è giunto, dopo le notizie di ieri, un cospicuo rifornimento di dispositivi protettivi)”. 
“Va assicurata la costante e accurata informazione a tutti i familiari degli ospiti – sostiene il parlamentare -, legittimamente preoccupati e allarmati e per questo avendo un supplemento di pazienza per le loro ansie (ricordando che ogni ospite versa una retta a fronte della quale vengono assicurati servizi e cure); si prenda in considerazione anche la disponibilità data da alcune famiglie a riportare presso le abitazioni private i propri anziani per il tempo necessario a superare l’emergenza. Non ci si può soffermare solo sulla “Zangheri”: al contempo è doverosa una ricognizione puntuale, rapida e con la massima trasparenza informativa, della situazione precisa di ogni residenza per anziani che opera sul territorio del distretto forlivese; sia sotto il profilo sanitario che dal punto di vista della dotazione di mascherine idonee e altri dispositivi di sicurezza necessari”.
“Se ci sono problemi vanno esplicitati, senza reticenze – esorta il parlamentare romagnolo -: non servono polemiche e non servono cacce alle streghe, ma si impongono la più totale chiarezza delle informazioni e la massima collaborazione da parte di tutte istituzioni e di tutte le parti coinvolte. Per le apparizioni mediatiche e gli obiettivi politici come l’uscita dall’Unione (tutto legittimo, sia chiaro, anche se personalmente non lo condivido: ma non è questo il punto) ci sarà tempo: ora non servono, vanno messi da parte lasciando spazio alla massima unità, al coinvolgimento di tutti.

“Non è un’emergenza che riguarda solo una parte, ma che interessa ogni singolo cittadino – conclude -: gestirla in autosufficienza, come sta avvenendo a Forlì, non è una scelta lungimirante. Tornerà ad esserci spazio per chi vuole perseguire particolari strategie politiche o ricercare consenso; ma questo non è proprio tempo da campagna elettorale”.