Gli agenti hanno notato in via Giorgio Regnoli due persone che discutevano animatamente

Un cittadino rumeno 27enne, residente in città, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Forlì in merito ad un episodio avvenuto due giorni fa in centro. L’intervento è avvenuto di iniziativa di una volante della Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. Gli agenti, mentre transitavano lungo la via Giorgio Regnoli, hanno notato due persone che discutevano animatamente tra loro, una delle quali con abbigliamento da commessa. Immediatamente intervenuti, hanno appreso che la discussione era nata per il fatto che l’altro individuo era stato sorpreso all’interno del supermercato dopo avere occultato sotto il giubbotto una bottiglia di vino e una di passata di pomodoro, per l’esiguo importo di circa 7 euro.

Prima ancora che passasse dalle casse una commessa lo ha affrontato, avendolo riconosciuto in relazione a precedenti fatti di taccheggio, e gli ha intimato di riconsegnare la merce e di allontanarsi. In un primo momento il soggetto ha obbedito, ma poi una volta fuori dell’esercizio, ha iniziato a discutere con la commessa, e a quel punto sono intervenuti gli agenti che si sono fermati avendo notato la scena. Nella fattispecie non era configurabile l’ipotesi di reato di furto, poiché per costante giurisprudenza questo è riscontrabile solo successivamente al passaggio dalle casse, ad ogni modo, essendo quel personaggio anche ubriaco, lo hanno perquisito e fatto salire in auto. Nel corso della perquisizione è stato sequestrato un piccolo coltello multiuso, che ha comportato la denuncia in stato di libertà per il reato di porto di arnesi atti ad offendere. Contestualmente, a suo carico sono stati stilati due verbali di contestazione di violazione amministrativa: uno pari a 102 euro per la violazione all’art. 688 del C.P. (ubriachezza manifesta in luogo pubblico) l’altro invece dell’importo di 400 euro per la violazione delle disposizioni di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19, poiché la sua presenza in quel luogo non era supportata da alcuna valida motivazione