La ricorrente lamentela dei nostri giovani

Ai tempi del coronavirus devi “stare a casa” per non correre il rischio di contagio. Per non annoiarti dopo aver sbrigato le faccende domestiche, sostentamento compreso, hai così il destro di leggere a fondo i consueti quotidiani o addirittura di riprendere in mano qualche libro che avevi particolarmente apprezzato. Dopo cena lo zapping televisivo può essere un diversivo che aiuta a far passare il tempo. Può allora capitarti di seguire, di domenica, un brevissimo contributo filmato in “Non è l’arena” de La 7. La situazione che si vede può essere così descritta: i carabinieri effettuano un controllo di routine relativo al decreto per contenere il contagio al coronavirus; il giovane fermato grida come un ossesso a pochi centimetri dalla faccia di un carabiniere, non osservando quindi la distanza di sicurezza di un metro! Si riescono a percepire a mala pena le parole “lei non può farmi i video… e ancora “non mi tocchise lo metta in testa… non mi tocchi… ecco guardi mi arresti, occhio all’orologio” il tutto condito da ingiurie e bestemmie. Il filmato si conclude con i carabinieri che arrestano il giovane e lo spingono a forza (era ora!), nell’auto di servizio. Il conduttore del programma ha quindi buon gioco nel commentare quanto possa essere difficile far osservare le regole.

Qualche giorno dopo vieni a sapere che il filmato si riferisce a quanto successo nel Comune di Montebelluna (TV) dove il giovane, disoccupato di origine marocchina, “era stato arrestato in flagranza per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale”. L’indomani, dopo la notte passata in camera di sicurezza, era poi stato rimesso in libertà.

Sembra che il giovane disoccupato di origine marocchina abbia ben assorbito la mentalità dei pari età italiani. In “Ultimo banco” Giovanni Floris riferisce che una delle lamentele che più spesso sentono i professori dai ragazzi è «Lui/lei non si doveva permettere». I giovani italiani hanno infatti “il senso di ciò che a loro è dovuto, molto meno il senso di ciò che debbono agli altri”. I carabinieri come si sono permessi di fermarli.