Campagna contro la violenza di genere

Seppure in forma ridotta a causa delle misure precauzionali adottate per  scongiurare la diffusione del corona virus che di fatto hanno suggerito l’opportunitè di non tenere i programmati incontri ed eventi pubblici, la Polizia di Stato promuove, in occasione della speciale giornata dell’8 marzo in cui si celebra la figura femminile, la campagna, di informazione e sensibilizzazione, ideata dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della pubblica Sicurezza, denominata “QUESTO NON E’AMORE” mirata a favorire l’emersione del fenomeno, troppo a lungo sottostimato, della  violenza di genere in cui spesso l’aguzzino è un familiare.  Nell’82% dei casi chi fa violenza sulle donne non bussa alla porta: HA LE CHIAVI DI CASA!

Allo scopo viene divulgata una locandina di facile lettura che fornisce indicazioni utili. L’obiettivo è quello di incentivare le donne a superare le paure rompendo la fitta rete di isolamento e vergogna e a trovare la forza di varcare la soglia di un Ufficio di Polizia. In Questura, infatti, potranno trovare personale sensibile e preparato ad affrontare tematiche delicate e a fornire il necessario e qualificato sostegno.

L’aumento delle vittime di sesso femminile, passate dal 68% del 2017 al 71% del 2019, se da una parte preoccupa, dall’altra si presta anche ad una lettura positiva: MAGGIORE PROPENSIONE E FIDUCIA A DENUNCIARE.

Sul piano giuridico, negli ultimi anni, si è assistito ad un epocale cambiamento culturale, passando da un codice che annoverava il cosiddetto DELITTO d’onore, palesemente discriminatorio, ad una serie di innovazioni tra le quali, sul piano

repressivo, vi è l’introduzione di nuovi reati:

 -STALKING  art. 612 bis c.p. – 2009

-REVENGE PORN art. 612 ter c.p.

-DEFORMAZIONE ASPETTO PER LESIONI PERMANENTI art.583 quinquies c.p.

-COSTRIZIONE AL MATRIMONIO art. 558 bis c.p.

-VIOLAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ALLONTAMENTO art. 387 bis c.p..

 

A ciò si aggiunge l’attivazione del CODICE ROSSO dall’agosto 2019, che consente uno sprint dell’iter penale per alcuni reati (maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale) con l’effetto di poter adottare più celermente provvedimenti di protezione delle vittime es. divieto di avvicinamento alla vittima, braccialetto elettronico.

Sul piano preventivo, invece, il QUESTORE  può esercitare la propria autorità a tutela delle vittime della violenza di genere attraverso la misura di prevenzione dell’AMMONIMENTO PER ATTI PERSECUTORI per il quale è necessaria l’attivazione della persona offesa o dell’AMMONIMENTO PER VIOLENZA DOMESTICA, attivabile d’ufficio, che hanno entrambi lo scopo di scoraggiare, all’interno di relazioni affettive, a volte conclusesi, atteggiamenti molesti seppur  eventualmente non integranti ancora ipotesi di reato, avvertendo l‘autore di desistere dal commettere ulteriori atti di molestia/percosse/lesioni/minacce.

In questo ambito il Questore della provincia di Forli-Cesena solo nell’ultimo mese ha ammonito cinque persone, a riprova della massima attenzione dedicata al fenomeno, una per condotte riconducibili alla violenza domestica e quattro agli atti persecutori.

Tra questi, uno è a difesa di un uomo, quindi, a conferma che l’attenzione è comunque rivolta a tutti i soggetti che a diverso titolo possono definirsi appartenenti ad una fascia debole.

1) dopo trent’anni di matrimonio, un cinquantenne cesenate, incensurato, ha iniziato ad abbandonarsi a scenate di gelosia nei confronti della moglie, della quale mal tollerava l’impegno in una associazione di volontariato locale, travisando scopi e finalità delle attività della consorte in essa, manifestando un crescendo di esternazioni che in breve ha portato l’uomo a percuotere la donna, in un caso provocandole  lesioni giudicate guaribili in giorni 10.s.c. per le ecchimosi cagionatele in varie parti del corpo. Pertanto veniva ammonito per violenza domestica ai sensi dell’articolo 3 D.L. 93/2013.

2) un cinquantenne cesenate, pregiudicato per reati stradali, per reati inerenti gli stupefacenti e danneggiamento, che addirittura dopo ben dopo 17 anni dal termine di una relazione sentimentale con una trentacinquenne di quel centro tornava a rivolgerle attenzioni, manifestando il proprio disappunto, ingiuriando sia la donna che il di lei padre e, in diverse circostanze, nonostante il considerevole lasso di tempo trascorso, transitando davanti alla abitazione della vittima, lanciava all’indirizzo dell’immobile pietre, che in due occasioni ne danneggiavano l’autovettura nelle pertinenze della stessa parcheggiata. L’uomo veniva quindi ammonito per atti persecutori ed intimato ad interrompere le condotte persecutorie.

3) dopo una breve relazione sentimentale con una ventiduenne di Forlì, un venticinquenne bolognese, non accettandone la conclusione, ha iniziato a porre in essere condotte di avvicinamento che, respinte, non hanno indotto alcuna positiva riflessione nell’uomo che, infatti, dopo una breve sospensione delle azioni moleste e pressanti e nonostante le proprie scuse per il comportamento tenuto, si è speso per aggirare gli ostacoli e i blocchi che la donna aveva tentato di frapporre, quindi adottando comportamenti pressanti e reiterati, come contatti di persona, via telefono, ma soprattutto via social, per i quali il giovane si è prodigato a produrre molteplici account “falsi” per raggiungere la richiedente, letteralmente imponendo la propria presenza, ancorchè virtualmente, ma non per questo meno fastidiosa. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori.

4) per questioni di assetti ereditari, un sessantaquattrenne forlivese, a suo avviso compromessi, ha iniziato a fare oggetto di pressanti richieste economiche il fratello e la anziana madre novantaduenne, in breve abbandonandosi a modalità pressanti che sono sconfinate nella  minaccia, nell’aperto insulto, trascendendo financo in modalità di comunicazione spesso triviali, con volgarità connotate da aperti riferimenti sessuali che non hanno risparmiato, per rivalsa, i figli del fratello, bersaglio principale delle sue richieste. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori.

5) un riminese di circa 40 anni, dopo una relazione extraconiugale con una trentaseienne forlivese, non accettando la fine della relazione, aveva cominciato a telefonarle ripetutamente, ad avvicinarla -anche sul luogo di lavoro- ad inviarle messaggi e mail,  cercando di convincerla a non troncare la storia, arrivando a minacciare di rivelare la loro relazione clandestina al marito, paventando la diffusione  ai familiari della vittima di fotografie di cui l’uomo si professava in possesso. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori. I provvedimenti formali, notificati alle parti, comporteranno, in caso di violazione, la denuncia alla Autorità Giudiziaria e la irrogazione di stringenti e progressive misure cautelari.