L’obiettivo di Melandri: “Sdoganiamo le nostre opere e mostriamole alla città”

“Forlì città universitaria d’arte e di cultura”. È questo lo ‘slogan’ che già da qualche settimana si legge sulla facciata del campanile dell’abbazia di San Mercuriale e che l’Ass.re alla cultura Valerio Melandri ha coniato per il Comune di Forlì, con l’intento di “rendere i forlivesi orgogliosi dei propri tesori museali.”

“Dope le proiezioni delle più rinomate tele di natura religiosa esposte al pubblico nei nostri musei e luoghi di culto, da domani sera e fino al 1°gennaio 2020, tutti i giorni a partire dalle ore 17.27, lo show del videomapping cambierà contenuto, mostrando al pubblico le immagini di nuove opere appartenenti al patrimonio storico-artistico forlivese. A prendere vita sulla facciata del campanile saranno, tra le altre, la famosissima “Fiasca con fiori” e l’Ebe del Canova custodite presso i Musei San Domenico e i dipinti “Il lavoro” di Giuseppe Capogrossi e “Tornio e telaio” di Fortunato Depero, entrambi esposti al Museo Civico di Palazzo Romagnoli. Verranno aggiornate anche le inserzioni tra una proiezione e l’altra, in funzione della grande festa del Capodanno in P.zza Saffi.”

“In questi primi mesi di Governo” – aggiunge Melandri – “abbiamo lavorato in particolare su due fronti; il primo, come si è detto, ruota attorno alla volontà politica di questa Giunta di ‘avvicinare’ i propri cittadini al patrimonio artistico-museale del Comune di Forlì, cambiandone la prospettiva di fruizione e sdoganandone le opere. Il secondo, strettamente interconnesso con il primo, riguarda l’intensa attività di comunicazione e segnaletica stradale per mettere in rete Palazzo Romagnoli al più noto complesso museale del San Domenico, centralizzando anche il sistema di prenotazione delle rispettive biglietterie, in un’ottica di semplificazione del servizio di visita rivolto al pubblico. I risultati non si sono fatti attendere; in questi ultimi quattro mesi dell’anno, Palazzo Romagnoli, fulcro delle collezioni del Novecento e della Collezione Verzocchi, ha visto un incremento degli  ingressi di oltre il 200%, a riprova del fatto che questa città è, per natura, vocata all’arte e alla cultura. Si tratta solo di prenderne coscienza”.