La replica di Articolo 1: “L’assessora ammette implicitamente la portata discriminatoria”

“La teoria gender è una delle teorie, non l’unica. La giunta la rispetta ma non la condivide”. Così l’assessora Cintorino durante la seduta del Consiglio comuanle di giovedì pomeriggio la quale, davanti al question time question time del capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, di Federico Morgagni di ‘Forlì e co’ e di Massimo Marchi di Italia Viva, ha affermato

che non si è ritenuto opportuno creare un canale di formazione specifica” per l’utenza Lgbt, in modo da non creare una discriminazione al contrario riconoscendola diversa.

Immediata la risposta di Articolo 1: ”Dopo alcuni comunicati in cui accennava a minimizzare il proprio rifiuto al finanziamento al progetto di tutela delle vittime di violenza omofobica approvato dalla Regione, l’assessora Cintorino ne ha implicitamente ammesso la portata discriminatoria affermando “abbiamo aderito a tutte le iniziative contro la violenza sulle donne, ma in questo caso si parlava anche dei gay”.  La prevenzione di questo tipo di violenza non appartiene quindi all’agenda dell’assessorato, nonostante uno degli elementi portanti dell’attuale giunta durante la campagna elettorale fosse la promessa di essere l’amministrazione di tutti i cittadini. Esclusi i gay, evidentemente. Vedremo in seguito se altri forlivesi verranno considerati non rappresentabili da questa giunta di tutti. Ricordiamo però all’assessora alle IMpari opportunità che, nonostante non ritenga rilevante tutelare attraverso progetti già approvati dalla Regione e dal Comune le vittime di discriminazioni di genere, l’obbligo giuridico della costruzione di pari opportunità è sancito da elementi giuridici ed organismi istituzionali ben più rilevanti di lei. 

Rammentiamo all’assessorato che nel maggio 2019 il ministero delle Pari Opportunità ha indetto una campagna di comunicazione istituzionale per contrastare le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Chiediamo di conseguenza all’assessora Cintorino di saper essere, se non all’altezza dell’art.3 della Costituzione Italiana, almeno allineata alle indicazioni ed alle iniziative stabilite da un Governo a cui apparteneva anche il suo partito di riferimento. Nel caso le sue convinzioni personali le impedissero di svolgere il proprio mandato di progettazione di politiche di attuazione dell’articolo 3 della Costituzione che costituisce il cardine del suo incarico, possiamo solo considerare che evidentemente le sarebbe necessario riconsiderare l’opportunità della sua presenza in giunta.”