“Si tratta di famiglia che hanno adempiuto alla legge, l’interpretazione della legge è stata arbitraria”

“Sono già 45 i bambini esclusi dalle scuole di Forlì e dei comuni limitrofi a causa della perversa interpretazione della Legge 119 che ha modificato gli obblighi vaccinali nel 2017. Altri provvedimenti arriveranno probabilmente nei prossimi giorni, quindi questo numero è destinato a salire ulteriormente. La cifra, fra l’altro, non tiene conto di coloro che sono stati ritirati autonomamente dai genitori. Come il comitato Libero x tutti aveva segnalato nelle scorse settimane, mentre l’Assessora alla scuola Prof.ssa Paola Casara e i media continuavano a riportare solamente la situazione dei 6 piccoli alunni iscritti alle scuole comunali del capoluogo, le famiglie della nostra zona che improvvisamente hanno visto i propri figli esclusi dai loro percorsi scolastici sono diverse decine. In base alla cosiddetta Legge Lorenzin, le decadenze dall’iscrizione sarebbero dovute arrivare nel corso dell’estate scorsa, e in particolare per i bambini per i quali al 10 luglio non fosse stato consegnato nulla alla scuola. Le famiglie iscritte al comitato forlivese hanno provveduto ad adempiere a quanto previsto dalla legge e infatti inizialmente non hanno ricevuto alcun provvedimento, dunque si consideravano in regola e a settembre avevano preparato i bimbi ad iniziare il nuovo anno scolastico con i loro amici di sempre.

A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico, in alcuni casi addirittura ad anno cominciato o – come accadrà a Bertinoro – dopo ben 2 mesi in cui i bambini sono stati inseriti nelle classi, è invece arrivata la doccia fredda: le porte delle scuole sono state sbarrate loro. Quasi 50 bambini hanno dovuto abbandonare i compagni di giochi, le educatrici, un ambiente fino al giorno prima accogliente e amorevole, quasi una seconda casa. Il percorso di socializzazione e educazione scelto per loro è stato bruscamente interrotto, a causa di una interpretazione arbitraria della norma. Le famiglie stanno vivendo una situazione di assoluto sconforto, si sentono tradite dalle istituzioni che dovrebbero difendere i diritti dei cittadini e invece si trovano sempre più spesso ad eseguire compiti impartiti dall’alto, seguendo le crude regole di una burocrazia che a volte si fa beffe perfino della legge. I genitori si stanno opponendo come possono a questa ingiustizia: sono partite diffide nei confronti dei Dirigenti Scolastici, altre verranno fatte; in seguito verrano depositati esposti o querele presso la Procura della Repubblica. Viene da chiedersi se coloro che oggi escludono i bambini abbiano mai letto la Costituzione italiana: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” recita l’articolo 3; “la scuola è aperta a tutti” il 34. Se la conoscono, di certo non la applicano.”