Sono state simulate la chiusura delle scuole, l’istituzione di zone rosse, l’attivazione di postazioni radio

Nell’ambito della “Settimana Nazionale della protezione civile” (13-20 ottobre 2019) si è tenuta, nelle giornate del 18 e 19 ottobre, l’esercitazione di rilevanza regionale di protezione civile sul rischio sismico, denominata “Romagna 2019”, organizzata dall’Agenzia regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile e dalla Direzione regionale del Vigili del Fuoco, di concerto con le Prefetture di Forlì-Cesena e di Rimini, con gli enti locali dei due territori provinciali ed in collaborazione con le strutture operative del sistema locale di protezione civile. Lo scenario di evento è stato rappresentato da una scossa sismica principale, di magnitudo 5.2 con epicentro in Sant’Arcangelo di Romagna (Rn), al confine tra le due province di Rimini e Forlì-Cesena, alla quale sono seguite una serie di repliche di minore intensità.

Subito dopo la prima scossa di terremoto, verificatasi alle ore 07,00 di venerdì – che non ha registrato né morti, né feriti ma molta paura nella popolazione – la Prefettura ha proceduto all’attivazione del CCS (Centro Coordinamento Soccorsi), presso la sede antisismica del CUP (Centro Unificato di protezione civile) di Via Cadore, ove si sono tenute le riunioni di coordinamento, presiedute dal Prefetto Antonio Corona, nonché i collegamenti in videoconferenza con il COR (Centro Operativo Regionale), il CCS della Prefettura di Rimini e i COC (Centri Operativi Comunali), attivati a Savignano sul Rubicone, Gatteo e San Mauro Pascoli. Contestualmente, i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale sono intervenuti sul territorio richiedendo il supporto operativo alla propria Direzione Regionale. Il direttore Regionale, assunto il Comando di cratere, ha istituito un C.O.A. (Comando Operativo Avanzato) affidato al Comandante Provinciale di Modena, che ha provveduto a gestire tutta l’operatività di soccorso coordinato con le altre strutture partecipanti.

Nel corso dell’esercitazione sono state simulate una serie di attività: la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado; l’evacuazione di alcune persone, anche non autosufficienti, per le quali si è provveduto a garantire assistenza ed alloggiamento; l’istituzione, nei Comuni di Gatteo e Savignano e San Mauro Pascoli, di zone rosse in corrispondenza del centro storico per vietarne precauzionalmente l’accesso; alcuni sopralluoghi speditivi di agibilità in edifici storico-artistici e strategici; verifiche sulla viabilità comunale e provinciale: l’attivazione delle postazioni radio per sopperire alla interruzione della rete mobile nella zona del sisma. L’esercitazione è stata l’occasione per testare capacità e tempi di risposta del sistema di protezione civile, secondo le indicazioni contenute nelle pianificazioni di emergenza di livello comunale, intercomunale e provinciale, nonché per verificare, in un ottica di sistema, il grado di coordinamento tra strutture appartenenti ad istituzioni differenti.