Al cancello qualcuno ha appeso dei simbolici palloncini

Il Comitato Libero per tutti di Forlì, per la libertà di scelta in ambito vaccinali, ha fatto pervenire una nota che descrive un episodio accaduto a Forlimpoopli. “Martedì 1 ottobre si legge – nei cancelli di tutte le scuole dell’infanzia statali di Forlimpopoli, sono stati appesi 6 palloncini colorati e un cartello molto esplicito che vuole dare voce alla situazione di 6 famiglie forlimpopolesi che sabato 15 settembre, a 48 ore dall’inizio della scuola, si sono viste recapitare, tramite posta elettronica, un atto di sospensione alla frequenza indirizzato ai propri figli che avrebbero dovuto iniziare il secondo o il terzo anno della materna. Prima dell’inizio della scuola, queste famiglie avevano più volte cercato di prendere appuntamento con la Dirigente Scolastica appena insediata, Prof.ssa Maria Luigia Pergola, che però non si è mai resa disponibile, fino alla notifica via mail del grave provvedimento. I genitori, che nell’estate avevano provveduto a consegnare la documentazione vaccinale prevista dalla legge, sentendosi vittime di un’ingiustizia e non trovando la Dirigente presso il suo ufficio, si sono recati immediatamente in Caserma per confrontarsi con il Maresciallo dei Carabinieri e contattato il Sindaco Milena Garavini. Grazie anche all’intercessione del Maresciallo e del Sindaco, lunedì mattina, a scuola già iniziata, i genitori hanno potuto finalmente confrontarsi con la Prof.ssa Pergola. la Dirigente, in quell’occasione, si è mostrata confusa e detta dispiaciuta, ma allo stesso tempo ha dichiarato di aver seguito direttive impostele dall’alto. Ha comunque cercato di tranquillizzare i genitori e si è presa del tempo per verificare le disposizioni di legge e chiarirsi le idee, accettando che nel frattempo i bambini continuassero a frequentare. In base alla cosiddetta Legge Lorenzin, infatti, le decadenze dall’iscrizione sarebbero dovute arrivare nel corso dell’estate, e in particolare per i bambini per i quali al 10 luglio non fosse stato consegnato nulla alla scuola. Le famiglie di Forlimpopoli avevano provveduto ad adempiere a quanto previsto dalla legge, non avevano ricevuto alcun provvedimento, dunque si consideravano in regola e avevano preparato i bimbi ad iniziare il nuovo anno scolastico con i loro amici di sempre. Rasserenati dalle parole della Dirigente, che lasciavano intendere che tutto poteva essere sistemato e che si fosse trattato di un equivoco, i genitori hanno tirato un sospiro di sollievo. Pochi giorni dopo, invece, si sono visti recapitare una nuova mail con la conferma della sospensione e con l’intimazione di non far frequentare più i bambini, pena una segnalazione “agli organi competenti”. Da quel giorno 6 bambini (potrebbe sembrare un numero esiguo, ma si tratta di bambini che fino al giorno prima erano nelle loro classi, coi loro compagni e le loro maestre!) non hanno più potuto frequentare la scuola, nonostante la documentazione consegnata dalle famiglie fosse esattamente quella prevista per legge. Il loro percorso di socializzazione è stato bruscamente interrotto. A questi 6 bambini è stata rubata la scuola, in maniera ingiusta, illogica e tenendo sotto silenzio la notizia per non creare clamore. Le famiglie stanno vivendo una situazione di assoluto sconforto, tradite dalle istituzioni che dovrebbero difendere i diritti dei cittadini e invece si trovano sempre più spesso ad eseguire compiti impartiti dall’alto, seguendo le crude regole di una burocrazia che a volte si fa beffe perfino della legge. I genitori si stanno opponendo come possono a questa ingiustizia: sono partite diffide nei confronti della Dirigente e con ogni probabilità verrano depositati esposti presso la Procura della Repubblica. L’autore del gesto simbolico di appendere palloncini e cartelli rimane ignoto, ma il suo è certamente un segnale forte che questo scempio non può e non DEVE passare inosservato e in silenzio: tutti devono sapere quello che sta accadendo. E’ un segnale che queste 6 famiglie sono comunque supportate e affiancate anche da chi, diversamente da loro, ha magari fatto scelte diverse per i propri bambini ma prima di ogni cosa mette il Diritto alla scuola e all’uguaglianza. Verrebbe da chiedersi se coloro che oggi escludono i bambini abbiano mai letto la Costituzione italiana. Vi troverebbero frasi come “la scuola è aperta a tutti” (art.34) o “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art.3). Se la conoscono, di certo non la applicano.