Perché se il nostro sistema sanitario è uno dei migliori non si riescono ad abbattere le liste d’attesa?

Il 70% dei bilanci delle Regioni italiane è impegnato dalla spesa sanitaria. Nella classifica della longevità siamo al terzo posto, dopo Hong Kong e Giappone. Attualmente la nostra “speranza di vita” alla nascita, spesso contrabbandata come “vita media”, è 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne. Per fortuna di tutti noi si allunga la terza e la quarta età, da vivere in salute; aumenta quindi la domanda di cure e prestazioni anche tecnologicamente avanzate facendo così aumentare sia i costi sia l’ammontare del ticket posto a carico del paziente. A volte può succedere che il ticket sia addirittura superiore alla tariffa pratica per la prestazione quando sia fornita da un “Ospedale privato” o da un “Centro diagnostico privato” .

Il ticket sanitario è definibile come “quota di partecipazione diretta dei cittadini alla spesa pubblica come controprestazione per l’assistenza sanitaria fornita dallo Stato”. Ci sono imprenditori privati che forniscono esami diagnostici di qualità a un prezzo inferiore all’ammontare del solo ticket richiesto dal settore pubblico, ottenendo peraltro un giusto profitto. Viene allora da chiedersi se il nostro sistema sanitario pubblico, pur essendo uno dei migliori del mondo, se non il migliore, sia gestito in modo efficiente stante le liste d’attesa che non si riescono ad abbattere e fanno imbestialire i cittadini. Non sembrerebbe inopportuno che ogni Regione istituisse un sorta di commissario che si occupasse, a tempo pieno, del problema. Si potrebbero così liberare risorse da destinare ad altre materie la cui potestà legislativa è competenza esclusiva dell’ente regione.

Mentre i ticket sono in aumento, tre regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) hanno raggiunto separatamente intese con la presidenza del Consiglio dei Ministri per inaugurare il percorso per realizzare la cosiddetta autonomia differenziata. In soldoni: ottenere la cessione di funzioni e poteri ora di esclusiva competenza dello Stato, per poter avere più quattrini da gestire. Forse non sarebbe male che l’autonomia differenziata fosse concessa, alle Regioni richiedenti, solo dopo che per 5 anni fossero state eliminate le liste di attesa, con verifica effettuata da un organismo indipendente.