“Mancano però dati essenziali sui costi. Ignorato il tema della riduzione dei rifiuti a monte e del riuso a valle

Alea ha presentato i primi dati sulla raccolta differenziata porta a porta dopo la sua estensione all’intero territorio dei 13 comuni aderenti. L’Alternativa per Forlì non può che congratularsi con i cittadini forlivesi e del comprensorio per il grande impegno civico dimostrato che ha permesso di raggiungere l’80% di raccolta differenziata, nonostante i notevoli disservizi iniziali. Tuttavia, nella presentazione di Alea sono mancati dei dati essenziali a nostro avviso: quanto costa questa nuova raccolta porta a porta? Quanto dovranno pagare le famiglie e le aziende, vittime le prime di dieci anni di stipendi bloccati e le seconde di stagnazione economica? Quanto costerà il servizio al Comune che ha già dovuto farsi carico della tariffa solidale per i pannolini e i pannoloni? Ricordiamo che sia il PD a Forlì che Zattini a Meldola hanno votato il piano tariffario, del quale i cittadini stanno aspettando con ansia gli effetti concreti.

Un altro tema che è stato completamente dimenticato dalle autorità presenti all’incontro è quello della riduzione dei rifiuti a monte e del riuso dei rifiuti a valle. Senza una vera politica congiunta del Comune, assieme alla Regione e allo Stato, non si potrà risolvere la questione della riduzione degli imballaggi, dell’uso della plastica usa e getta, dell’abuso dell’usa e getta in generale. I forlivesi potranno anche riuscire a differenziare al massimo, ma non si attaccherà il problema alla radice e non si farà una vera azione con lo scopo di spegnere almeno un inceneritore. Per quanto riguarda il riuso, Alea deve andare avanti ridefinendo il proprio piano industriale, impegnandosi a favorire la nascita di una vera economia circolare e del riuso a Forlì assieme al comune e alle associazioni di categoria, in un’ottica di nuovo di lavoro incessante per arrivare allo spegnimento o comunque alla riduzione dell’attività dell’inceneritore.