L’incontro è organizzato in collaborazione con l’editore “Marsilio”

Matteo Renzi torna a Forlì. L’appuntamento è per sabato 2 marzo alle ore 20.30 al teatro “Il Piccolo” (Via Cerchia, 98 o via Antonio de Nobili) per un incontro aperto a tutti gli interessati. L’occasione è data dalla presentazione del suo ultimo libro “Un’altra strada”, nel quale il già presidente del consiglio dei ministri interviene su numerosi questioni di attualità nazionale e lancia alcune idee per il futuro del Paese. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’editore “Marsilio” e durante la serata sarà possibile acquistare una copia del libro. 

Il libro
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».