Chi non ha lo smartphone a scuola rende di più?

Ruggero Da Ros, docente in quel di Sacile (Pordenone), mette per iscritto l’episodio che gli è successo la sera di Halloween. A cena, vicino a lui, c’era un papà con la figlia che frequenta la terza media. Quando la conversazione è scivolata sul registro scolastico elettronico il padre, orgoglioso, ha fatto vedere i voti riportati dalla ragazza, praticamente tutti nove e dieci. Mentre il docente ha sentito il dovere di complimentarsi con loro, il papà gli ha fatto notare che la figliola non aveva ancora uno smartphone. Stante l’espressione non proprio convinta della giovane, l’educatore ha cercato di spiegarle, con scarso successo, i vantaggi della scelta condivisa, sia pure a malincuore, con i genitori. Chiedere quanti fossero gli studenti della sua classe ancora senza smartphone si è rivelata mossa vincente; alla risposta “quattro” è seguita infatti: «E come vanno a scuola questi quattro?». Con grande onestà intellettuale la giovane risponde: «Sono i più bravi della classe».

La sapida lettera è stata inviata a due importanti quotidiani nazionali che non si sono fatti sfuggire l’occasione di pubblicarla, lo stesso giorno, sotto i titoli “L’età giusta per il telefonino” e Scuola «I migliori alunni non hanno lo smartphone». C’era da attendersi che l’argomento suscitasse l’interesse di pedagogisti, opinionisti, docenti della “Scuola secondaria di primo grado” (come ora si chiama la ex “Scuola media inferiore”), genitori e lettori; nulla di tutto ciò è accaduto. E pensare che non è raro che sulla stampa si dibatta intorno alla necessità di reintrodurre l’educazione civica nelle scuole allo scopo di arginare bullismo, violenza, mancanza di rispetto degli adolescenti “visto come sono bistrattati i docenti da studenti e genitori”.

Sorge allora il ragionevole dubbio che il telefonino sia considerato una sorta di diritto acquisito dall’adolescente: “Tutti i mie compagni di classe hanno il telefonino, debbo quindi averlo anch’io!” Alla domanda ultimativa posta, l’accorto genitore ispirandosi allo scritto di Da Ros può allora porre obiettivi. Se conseguiti il figlio avrà il telefonino che, clausola di salvaguardia, potrà essere sequestrato: per un giorno, una settimana, un mese in caso di…