“La città risulta incapace di progettare il proprio futuro puntando su progetti seri e rigorosi”

“Ridicole le accuse al Governo e alla maggioranza: il rinvio a chissà quando dei finanziamenti a cui aveva attinto anche il Comune di Forlì è stato votato all’unanimità da 270 senatori presenti fra i quali Renzi, Richetti, Grasso”, questo il pensiero dei Verdi rispetto all’emendamento Milleproroghe che congela fondi per progetti destinati alla città, che continuano: “Non possono neppure invocare il colpo di mano il testo è stato discusso e approvato in Commissione, prima di andare in aula e tutti dovevano sapere cosa stavano facendo. Forl’ però è rimasta esclusa perchè i progetti presentati non sono stati in grado, per la loro pochezza, di far giungere la città nel primo gruppo e per questo la città era rimasta esclusa dalla graduatoria del bando delle periferie, come avevamo allora pronosticato con tanto di comunicati, lettere al sindaco ecc.. 

Il problema è che la città risulta incapace di progettare il proprio futuro, puntando su progetti seri e rigorosi.

Si usi quindi subito milione e mezzo di euro disponibile in cassa dal 2006 che aggiunti ai 500 mila gia’ stanziati dalla Fondazione consentendo la riqualificazione di tutta piazza di Guido da Montefeltro, compresa la demolizione della barcaccia. Infine si faccia chiarezza sul Santarelli, coi soldi richiesti e ottenuti due volte su cui l’assessora ai pasticci pubblici ha richiesto poche settimane fa un’ altra rimodulazione”.

 

RAGNI (FI): “NON TUTTI HANNO A CUORE LA NOSTRA COMUNITA’

“Gioire per il blocco del cosiddetto “Bando periferie” , che produce a Forlì un mancato utilizzo di 8,3 milioni di euro  che dovevano essere utilizzati per realizzare importanti opere urbanistiche e ambientali, e parlare addirittura di “fine dei finanziamenti a pioggia”, come ha fatto un giovane deputato del M5S eletto a Forlì  ma da poco tempo in città, ci offre la misura di come non tutti abbiano a cuore la crescita nella nostra comunità”, questo l’affondo di Fabrizio Ragni, capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia.  Il piano che doveva cofinanziare 120 opere in tutta Italia per un totale di 2,1 miliardi di euro dello Stato e  attivare 4 miliardi di investimenti complessivi, se si considerano i contributi di enti locali, fondazioni bancarie e privati. Bloccate opere  a Forlì, Rimini, Ravenna, Bologna e altre città. Il governo propone ai Comuni di portare avanti le opere con i fondi degli avanzi di bilancio.

“E noi diciamo che un governo che propone questa soluzione, ben sapendo che gli avanzi di bilancio degli enti locali, compreso quello del Comune di Forlì, non coprirebbero tutte le spese previste nei progetti, getta fumo negli occhi degli amministratori e dei cittadini. Noi associamo la nostra voce a quella del presidente  dell’Anci Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che a nome di tutti i Comuni della nostra regione  ha chiesto al governo di tornare sui propri passi e sbloccare i piani del recupero delle periferie.

“Abbiamo chiesto a questa giunta e a quelle precedenti – dice l’esponente azzurro -  concertazione e chiarezza nella pianificazione e  selezione dei progetti in merito al recupero del San Giacomo, dell’area parcheggio del San Domenico, dell’ex Foro Boario, di Porta Schiavonia, del Santarelli. Per il rilancio di queste importanti opere abbiamo chiesto di attivare tavoli di confronto, di coinvolgere gli esperti e tutti  gli stakeholder, maggiore chiarezza nella tempistica. Cosa che non è accaduta per scelta ideologica della giunta Pd, ma anche a causa dell’endemica incapacità politico-gestionale dello stesso sindaco