Ragni (FI): “Questa amministrazione abbia più a cuore il tema della sicurezza”

Ci saranno le telecamere nel chiostro di San Mercuriale. E’ questa la ripsota del Comune dopo che, durante la festa di mercoledì scorso, c’è stata un’aggressione in centro tra cittadini rumeni durante la quale è anche spuntato fuori un coltello. L’episodio ha visto due arresti e la denuncia di un minorenne e ha suscitato molto clamore e paura tra le persone presenti.

Il sindaco Drei, durante la riunione in Prefettura del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di martedì ha fatto sapere di aver chiesto la “massima attenzione di tutte le forze di polizia e istituzionali, assieme abbiamo condiviso di proseguire l’opera di vigilanza e identificazione delle persone in quel punto di piazza Saffi. Il Prefetto invierà una circolare per mantenere questo stato di vigilanza. E’ stata valutata positivamente la delibera del nuovo regolamento di polizia urbana come strumento aggiuntivo per la sicurezza”

Drei ha poi annunciato che rispetto a quanto previsto, alcuni progetti di videosorveglianza partiranno già dal 2018 invece che dal 2019 all’interno del progetto “Forlì Sicura”, e si partirà proprio con l’ampliamento delle telecamere di controllo dl chiostro di San Marcuriale, piazza Saffi e corso Mazzini.

 

LE CRITICHE DI FORZA ITALIA

Critico sulle misure annunciate dal sindaco il capogruppo di Forza Italia Fabrizio Ragni che durante i lavori del consiglio comunale si è così espresso: “Prendiamo  atto che ancora una volta il sindaco Drei delega ad altri soggetti – prefetto e forze dell’ordine – la responsabilità di garantire sicurezza ai nostri concittadini. E constatiamo che dopo la rissa tra rumeni il sindaco, nonostante il nostro diretto invito, non ha ritenuto necessario applicare gli strumenti previsti nel decreto del 2017 che prende il nome dell’allora ministro dell’Interno Minniti. Una norma che assegna più poteri ai sindaci per la sicurezza nelle città e prevede misure come il Daspo urbano , la possibilità di arresto in “flagranza differita” in caso di reati commessi e accertati da riprese di videocamere, l’attivazione di patti per la sicurezza urbana e la sicurezza integrata ricorrendo alla vigilanza privataStrumenti che potevano essere adottati un anno fa e che non hanno mai visto la luce a Forlì, neanche questa volta. Gli strumenti per garantire sicurezza a Forlì  esistono già e il sindaco non ha voluto adottarli. Limitandosi ad accelerare il pacchetto della videosorveglianza che – da sola – non basta e certamente non potrà evitare risse con coltello come quelle che si sono verificate mercoledì scorso”.  

L’assessore alla sicurezza Marco Ravioli ha elencato le azioni messe in atto dalla polizia municipale con azioni di controllo (230 monitoraggi con pattuglie appiedate ed anche con personale in abiti civili) e interventi di ripulitura delle scritte e con personale del Comune , in aggiunta al  controllo da parte dei carabinieri che ha portato  all’ identificazione di 20 persone. Aggiungendo che il nuovo regolamento di polizia urbana  che recepisce  la legge del 18 aprile 2017, n. 48 (quella che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, ndr)  è in fase di perfezionamento ed aperta ai suggerimenti delle varie forze politiche.  

Da parte sua il capogruppo di Forza Italia Fabrizio Ragni ha replicato che ad oggi, con il moltiplicarsi degli episodi  di violenza, nulla è stato fatto di contingente che potesse dimostrare quanto questa amministrazione di sinistra tenga a cuore il tema della sicurezza e della difesa dell’ordine pubblico.