“Lo stelloncino” ci racconterà la quotidianità e l’umanità che ci circonda

“Tutto quello che sentiamo è un’opinione, non un fatto. Tutto quello che vediamo è una prospettiva, non la verità”: così recitava  Marco Aurelio, ma in un’epoca dove tutto è opinione, dove i social riescono a massimizzare la risonanza del pensiero individuale, a fare la differenza resta solo l’autorevolezza.

 

Anche Forlì 24 Ore, nel suo piccolo, vanta una sua autorevolezza, informando, approfondendo i fatti che accadono in città offrendo una chiave di lettura, un’interpretazione di quello che ci circonda. Lo staff della redazione si implementa con nuovi contenuti e nuove collaborazioni, tutte altamente referenziate e scelte; l’ultima in ordine di apparizione, ed è quella che vi presentiamo oggi, è  quella di Tomaso Tomai, illustre opinionista e conoscitore della Romagna raccomandatoci niente meno che da Olindo Guerrini che per giunta lo cita in uno dei suoi “Sonetti Romagnoli”. Emblematico, quindi, per inquadrare questa nostra nuova penna e non confonderlo con altri omonimi (il web ne è pieno) è il passaggio in cui il letterato forlivese lo descrive con una sintesi disarmante: “E Tomaso Tomai ch’us n’infuteva”.

 

Affidiamo e con piacere a Tomaso e Tomai una rubrica settimanale tutta sua, agile,  fresca, ironica, sottile, ma anche puntuale e pertinente. Ma dato che abbiamo capito con chi abbiamo a che fare, non ci dilungheremo inutilmente su altre peculiarità della sua scrittura né vi anticiperemo i temi che verranno affrontati. Il nome della rubrica è evocativo (forse anche banale) ma ci accompagnerà in questo piccolo ma straordinario percorso che è il vivere i nostri tempi: “lo stelloncino”. In gergo giornalistico, e qui mutuiamo la definizione da Treccani, significa asterisco, cioè breve articoletto contenente per lo più una notizia di cronaca o di argomento leggero, così detto in quanto è di solito sormontato da una stelletta o da un asterisco…

 

Non possiamo dire altro, a questo punto, se non di tenervi pronti e di ritagliarvi settimanalmente (tutti i martedì) due minuti per leggere una manciata di battute sagaci per riflettere sulla quotidianità e l’umanità che ci circonda.